Nonostante un clima surreale allo stadio Olimpico con tantissimi tifosi in protesta contro la gestione Lotito, la Lazio di Maurizio Sarri riesce a battere il Genoa di Daniele De Rossi per 3-2. Le reti arrivano tutte nella ripresa: prima il doppio vantaggio biancoceleste con Pedro e Taylor, poi la rimonta rossoblu firmata Malinovskyi e Vitinha. Decide la sfida il rigore di Cataldi al 100′, assegnato dopo lunga revisione al VAR. Ecco le dichiarazioni del tecnico della Lazio nel post-partita a DAZN.
“La mia esultanza alla fine? Sono settimane difficili per motivi molteplici. Sono contento della risposta della squadra in una serata particolare senza tifosi. Non è stato facile. Come ho detto ai ragazzi: quello dei tifosi è l’ennesimo gesto d’amore”.
Sugli attaccanti: “Raktov è presente in area, Maldini è bravo a giocare con la squadra. Deve migliorare nel scaricare il pallone e attaccare l’area. Raktov viene da un campionato diverso, non conosce l’italiano. Da Daniel mi aspetto un’evoluzione, l’altro è da scoprire”.
Arrivano poi i complimenti a Cataldi: “Su Cataldi dico da sempre: è sottovalutato. Che battesse lui era calcolato con l’uscita di Pedro. Lui si prende queste responsabilità. Con un pizzico di cilindrata in più faceva una grandissima carriera”.
Su Romagnoli: “Non so sul mercato, non mi interessa, ci pensa la società. Romagnoli è una gestione nelle mani della società. Ci ho parlato poco fa, non sa nulla nemmeno lui. Io ho detto la mia, che è un giocatore importante. La società ha valutato anche tutti gli altri aspetti della vicenda, non solo quello tecnico e tattico e l’ha ceduto. Non so che altro dire”.
Infine, Sarri ha parlato in conferenza stampa: “Esco contento per i ragazzi, è un momento difficile con situazioni non delineate. La squadra è attenta ma contratta. La grande forza è stata la reazione finale, abbiamo un grande cuore e una grande anima, sono davvero felice per loro. La poca gente si è fatta sentire, ma il gesto del nostro popolo è l’ennesimo atto d’amore. Romagnoli? Nessuna novità, non so che dire”.