Husky in condizioni estreme: maxi blitz alle porte di Roma

Indagini riaperte dopo nuove denunce delle associazioni animaliste

husky

Un caso choc legato agli husky scuote Ponzano Romano, dove nei giorni scorsi è scattata una nuova operazione delle forze dell’ordine in seguito a un’indagine partita già nel 2021. All’epoca un primo esposto aveva portato Carabinieri e Forestali a scoprire una struttura fatiscente con oltre cento cani detenuti in condizioni igienico-sanitarie drammatiche.

Ora la situazione sarebbe addirittura peggiorata: secondo quanto denunciato da LEAL – Lega Antivivisezionista, gli animali sarebbero diventati quasi trecento, vivendo in uno scenario definito di grave maltrattamento. L’intervento si concentra nel territorio di Ponzano Romano, alle porte della Capitale, dove le autorità stanno approfondendo una vicenda che ha ormai assunto rilevanza nazionale.

Husky ammassati e strutture fatiscenti: la denuncia rilanciata nel 2024

Nel settembre scorso LEAL ha presentato una nuova denuncia dettagliata, documentando l’aggravarsi delle condizioni e l’aumento del numero dei cani. Parallelamente è stato organizzato un presidio pubblico insieme a AVI – Associazione Vegani Internazionale e al Collettivo Voce Animale per sollecitare un intervento immediato delle istituzioni.

Alla mobilitazione ha preso parte anche il senatore leghista Manfredi Potenti, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute. “È una vicenda di estrema gravità per il diritto alla vita e alla salute degli animali. Le istituzioni devono fare piena luce sui fatti”, ha dichiarato Potenti.

Verso una svolta nelle indagini

Secondo quanto riferito dalle associazioni, il sollecito alla Procura e la pressione pubblica avrebbero portato a un passaggio decisivo nell’inchiesta. L’avvocato di LEAL, Aurora Rosaria Loprete, ha sottolineato come sia ora fondamentale garantire cure adeguate agli animali e chiarire rapidamente ogni responsabilità: “La collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni è essenziale per tutelare un bene primario come la salute degli animali”.

Una storia che riaccende i riflettori sul tema dei maltrattamenti sistematici e che potrebbe segnare una svolta nella tutela degli husky e di tutti gli animali coinvolti.

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