Assoluzione per i militanti di CasaPound accusati di saluti romani a Acca Larenzia

Il giudice dell'udienza preliminare di Roma ha prosciolto i 29 imputati nell'inchiesta sui saluti romani, confermando la legalità della commemorazione dei caduti del 7 gennaio 2024

Saluti romani ad Acca Larentia

Il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha assolto oggi le 29 persone accusate di aver effettuato saluti romani davanti all’ex sede dell’MSI, a Roma, durante la commemorazione dei tre giovani uccisi il 7 gennaio 1978 a Acca Larenzia. L’inchiesta, che aveva ipotizzato la violazione delle leggi Mancino e Scelba, si è conclusa con l’assoluzione per tutti gli imputati.

Le accuse e la difesa

Il caso aveva suscitato attenzione mediatica in quanto i militanti di CasaPound erano accusati di incitare l’odio razziale e di compiere atti di apologia del fascismo. Le ipotesi accusatorie si fondavano sull’interpretazione delle leggi Mancino e Scelba, che vietano la propaganda fascista e razzista. Tuttavia, secondo la difesa, la commemorazione dei caduti non aveva alcuna finalità politica, ma era un semplice atto di ricordo. L’avvocato Domenico Di Tullio, difensore di alcuni degli imputati, ha sottolineato che la giurisprudenza esclude il pericolo di ricostituzione del partito fascista, ricordando che la commemorazione si svolge con le stesse modalità da 45 anni.

La reazione di CasaPound

In una nota, CasaPound ha espresso soddisfazione per la sentenza, escludendo che il momento di memoria potesse essere interpretato come un atto di riorganizzazione politica vietata. L’associazione ha anche difeso la propria posizione contro le accuse di razzismo, affermando che la decisione rappresenta una “vittoria del diritto” contro le “strumentalizzazioni” politiche e mediatiche. Inoltre, CasaPound ha criticato la gestione dell’inchiesta e la figura del procuratore capo Francesco Lo Voi, ritenendo che il caso fosse destinato a cadere fin dall’inizio.

CasaPound ha interpretato la sentenza come un disconoscimento delle accuse politiche del Partito Democratico, che aveva sfruttato le immagini della commemorazione per sostenere la campagna referendaria contro la riforma della giustizia. L’organizzazione ha sottolineato che Acca Larenzia rimane una ferita aperta nella storia italiana, e ha affermato che il dovere di ricordare non potrà mai essere cancellato da pressioni politiche o intimidazioni giudiziarie.

Redazione

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