Nella giornata di mercoledì 25 febbraio, un messaggio allarmante ha iniziato a diffondersi rapidamente tra i genitori di Roma, in particolare nei gruppi WhatsApp di quartiere. La voce parla di una coppia di circa 45 anni, con un SUV nero e targa che termina con “918”, che avrebbe cercato di avvicinare bambini all’uscita delle scuole, usando scuse come quella di un incidente stradale che avrebbe coinvolto i genitori dei piccoli. Il messaggio suggerisce un tentativo di rapimento, segnalando inoltre che la polizia sarebbe già al corrente della situazione, con un’indagine in corso per traffico di organi.
La diffusione virale e il panico tra i genitori
Nel giro di poche ore, i messaggi vocali hanno cominciato a circolare in modo virale, con migliaia di inoltri. In alcuni casi, le segnalazioni indicano scuole, asili e addirittura un McDonald’s come luoghi dove si sarebbero verificati questi presunti tentativi di rapimento. La parte finale dei messaggi, che fa riferimento all’indagine sulla possibile tratta di organi, ha alimentato ulteriormente il panico tra i genitori. La situazione ha sollevato un grosso allarme sociale, spingendo molti a prendere precauzioni e a parlarne con i propri figli e insegnanti.
La verità: una bufala che circola da mesi
Tuttavia, da fonti investigative risulta che quanto riportato nei messaggi vocali è una bufala che circola da mesi, cambiando di volta in volta città e dettagli. Un’indagine delle forze dell’ordine non ha confermato alcun tentativo di rapimento a Roma, e al momento non risulta nessuna denuncia ufficiale. La situazione sembra essere una delle tante fake news che, purtroppo, continuano a circolare su Internet e sui social, alimentando panico ingiustificato.
La stessa fake news, infatti, è stata rilevata in altre regioni italiane, come la Campania e la Puglia, dove le autorità locali hanno smentito la veridicità dei fatti segnalati. Solo la scorsa settimana, un’altra fake news ha fatto il giro dei gruppi WhatsApp, riguardante un presunto tentativo di rapimento da parte di una donna a Monteverde. In quel caso, si è scoperto che la notizia era nata da un errore di interpretazione durante il primo giorno di lavoro di una baby-sitter, smentito da un fact-checking.