Nella serata di martedì 3 marzo, circa 200 italiani sono finalmente tornati in Italia, grazie al primo volo di Etihad da Abu Dhabi. Il volo ha segnato il secondo rientro di connazionali dopo l’attacco degli Stati Uniti e Israele all’Iran, che aveva bloccato molti cittadini italiani negli Emirati Arabi. Il primo volo, arrivato il 2 marzo, aveva già riportato a casa altri 127 connazionali. Tuttavia, nonostante il sollievo per il ritorno, i viaggiatori hanno manifestato rabbia e frustrazione per il supporto insufficiente ricevuto dalla Farnesina durante il periodo di difficoltà.
Le accuse di abbandono e il malcontento verso la Farnesina
Intervistati dall’agenzia LaPresse, diversi italiani hanno denunciato la mancanza di assistenza da parte delle autorità italiane. Una delle donne appena sbarcate a Fiumicino ha raccontato di essere stata trattata con estrema cortesia dalle autorità degli Emirati, ma di aver percepito una grande distanza da parte dello Stato italiano, con la Farnesina che, a suo dire, si era limitata a inviare messaggi di supporto generico, senza offrire soluzioni concrete. Al contrario, alcuni viaggiatori hanno raccontato che, pur di tornare in Italia, avevano dovuto organizzarsi privatamente, come nel caso di una donna che aveva noleggiato un mezzo per spostarsi da Dubai all’Oman, da dove poi era riuscita a prendere un volo charter.
Il supporto ricevuto dagli Emirati Arabi
Non tutti, tuttavia, hanno avuto un’esperienza negativa. Un altro connazionale rientrato il 3 marzo ha elogiato la gestione degli Emirati Arabi, sottolineando che le autorità locali hanno garantito sicurezza e supporto continuo. Questo italiano, che si trovava ad Abu Dhabi con la sua famiglia, ha raccontato come le autorità degli Emirati Arabi li abbiano fatti sentire al sicuro e li abbiano assistiti in tutte le necessità, inclusi gli alloggi e la sicurezza, in contrasto con la mancanza di un aiuto tangibile da parte dell’Italia.
I trasferimenti verso l’Oman e nuove soluzioni per i connazionali
Nel frattempo, la Farnesina ha comunicato che, per mercoledì 4 marzo, è stato programmato un nuovo volo da Mascate, in Oman, per riportare in Italia altri italiani bloccati. Inoltre, sono stati organizzati trasferimenti via autobus dagli Emirati Arabi all’Oman, con i primi spostamenti già in corso. Le istruzioni per questi trasferimenti sono state inviate a chi si trova negli Emirati e si è registrato sull’app “Viaggiare Sicuri” o sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri.
Le difficoltà a Dubai e il caos al desk di biglietteria
A Dubai, le difficoltà sono continuate per molti passeggeri, come testimoniato dai video di due ragazze romane bloccate in città. L’immagine che emerge è quella di file interminabili ai desk per il “rebooking” dei voli, poiché molti passeggeri hanno visto i loro voli cancellati e, a causa di problemi con le prenotazioni online, si sono riversati agli sportelli per cercare un nuovo volo. Questo caos ha reso ancora più difficoltoso il rientro in Italia per molti turisti e cittadini italiani in fuga dalla situazione di incertezza provocata dal conflitto.