A Roma, nel quartiere Esquilino, è stato scoperto un centro assistenza che operava come un vero e proprio laboratorio clandestino di smontaggio di smartphone. La struttura, che avrebbe dovuto occuparsi di riparazioni e vendite di cellulari, nascondeva un’attività illegale di raccolta e cannibalizzazione di dispositivi elettronici. Gli investigatori hanno trovato un numero elevato di telefoni cellulari, la maggior parte dei quali non funzionante e priva di componenti essenziali, smontati per recuperare parti di ricambio. Inoltre, la maggior parte degli apparecchi non presentava i codici identificativi necessari per risalire alla provenienza e ai legittimi proprietari.
Un centro assistenza “fantasma”
Durante gli accertamenti, è emerso che, tra decine di dispositivi smontati, solo uno risultava integro e funzionante. Tuttavia, il titolare del centro, accusato di ricettazione, non è riuscito a fornire spiegazioni credibili riguardo alla provenienza del cellulare. Gli approfondimenti hanno rivelato che il dispositivo era stato denunciato come smarrito dal proprietario nel mese di dicembre. In seguito, il questore di Roma ha deciso di sospendere la licenza del centro assistenza, ordinando la chiusura del locale per 20 giorni, come previsto dall’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.