Liceo Righi, nuovo raid vandalico nella sede di via Boncompagni

Estintori svuotati e aule devastate: lezioni sospese

liceo righi

Il Liceo Righi torna nel mirino dei vandali a distanza di appena un mese dal precedente episodio. La sede succursale dello storico liceo scientifico Augusto Righi, situata a pochi passi da via Veneto, nel cuore della Capitale, è stata nuovamente colpita da un blitz durante la notte.

Questa mattina il personale scolastico, arrivando nell’istituto, ha scoperto che ignoti si erano introdotti nella scuola mettendo a soqquadro materiale didattico e locali. I responsabili hanno inoltre azionato tutti gli estintori presenti, rendendo di fatto inagibili diverse aule.

Liceo Righi, indagini dei carabinieri dopo il blitz

A seguito dell’accaduto il preside Giovanni Cogliandro è stato costretto a sospendere le lezioni, che dovrebbero riprendere presumibilmente tra mercoledì e giovedì. Il dirigente ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e i responsabili della Città Metropolitana.

Secondo una prima stima, i danni ammonterebbero a meno di diecimila euro. Nel frattempo sono al vaglio le immagini delle telecamere presenti sul perimetro esterno della scuola e nelle strade limitrofe, utili per identificare i responsabili.

Sull’episodio indagano i carabinieri della stazione di via Veneto e della compagnia Roma Centro, mentre per i rilievi tecnico-scientifici sono intervenuti gli specialisti della VII Sezione del Nucleo Investigativo di via In Selci.

Il precedente raid e le richieste di sicurezza

Gli investigatori non escludono un collegamento con il raid avvenuto un mese fa, quando un gruppo di persone non identificate aveva già scaricato estintori nelle aule e vandalizzato il muro esterno dell’istituto con spray nero e la scritta “Righi fascista, la scuola è nostra” accompagnata da una svastica.

Per la seconda volta nel giro di un mese è stata devastata la sede di via Boncompagni. Vergogna. È impossibile proseguire con le risorse ordinarie, governo e Regione ci aiutino con più fondi“, ha dichiarato Daniele Parrucci, delegato del sindaco alla Città Metropolitana per l’edilizia scolastica. Parrucci ha inoltre scritto al prefetto di Roma Lamberto Giannini, chiedendo maggiore supporto da parte delle forze dell’ordine.

Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili potrebbero essere entrati scavalcando la recinzione e utilizzando la scala antincendio. “Rimango allibito e amareggiato, trovo assurdo che si devasti una scuola”, ha commentato il preside Cogliandro.

Appello per videosorveglianza e sistemi di allarme

Solidarietà alla comunità scolastica è arrivata anche dall’Ufficio scolastico regionale, che ha sottolineato come sia “ormai improcrastinabile l’installazione di adeguati sistemi di videosorveglianza nei plessi dell’Istituto“. L’obiettivo è tutelare i beni comuni, garantire la sicurezza e prevenire nuovi episodi che possano compromettere la continuità didattica.

Anche Mario Rusconi, presidente dei presidi dell’Anp di Roma, ha chiesto alle istituzioni interventi concreti per rafforzare sicurezza e deterrenza, a partire da sistemi di allarme e telecamere.

Di “strategia della tensione volta a intimidire il mondo della scuola” ha parlato invece Giovanni Barbera, segretario romano e membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, sottolineando la necessità di contrastare con decisione il clima di odio che può alimentare episodi di questo tipo.

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