Domani, Roma ospiterà un raduno di estrema destra, organizzato da Forza Nuova e Alliance for Peace and Freedom (APF). Il raduno, che avrà luogo nella zona dell’Eur, vedrà la partecipazione di gruppi fascisti provenienti da tutta Europa, tra cui Italia, Spagna, Romania, Germania, Grecia, Serbia, Francia e Russia. Il presidente di Forza Nuova, Roberto Fiore, ha motivato l’iniziativa come un momento storico, legato alle attuali tensioni internazionali, in particolare alla guerra in Medio Oriente e alle accuse di connivenza tra poteri politici occidentali e Israele.
La locandina dell’evento riporta lo slogan “Europe rise again. No war for Israel”, e già lo scorso anno un evento simile aveva suscitato polemiche, con l’annullamento di una sala per il raduno inizialmente previsto in un albergo di Castro Pretorio, che si tenne poi nella sede di Forza Nuova a Roma.
Le reazioni politiche e istituzionali
La notizia del raduno ha suscitato reazioni forti tra le istituzioni locali e nazionali. Eleonora Mattia, vicepresidente del PD nella I Commissione Affari Costituzionali del Consiglio regionale del Lazio, ha chiesto l’annullamento dell’evento, definendolo un raduno di “nazifascisti”. Marta Bonafoni, consigliera regionale, ha dichiarato che è “inaccettabile” per Roma ospitare un evento di questa natura, che va contro i valori antifascisti della Costituzione italiana. Bonafoni ha invitato le autorità competenti a impedire l’evento, sottolineando l’importanza di proteggere i valori democratici.
Luca Blasi, assessore al III municipio di Montesacro, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla concomitanza di questo raduno con altri eventi culturali e sociali in città, chiedendo massima vigilanza e sottolineando il rischio di provocazioni.
Le dichiarazioni di Roberto Fiore
Roberto Fiore, presidente di Forza Nuova, ha spiegato che l’evento di domani segnerà la “nascita del nuovo ordine cristiano”, collegando le attuali crisi internazionali alle ragioni dell’adunata. Ha accusato il governo italiano di servire gli interessi di Israele, definendo la guerra contro l’Iran come un’iniziativa distruttiva per gli Stati Uniti e Israele, e ha sostenuto che durante il raduno a Roma sarà delineato un risveglio dei popoli europei contro le forze globaliste.
La vigilanza antifascista
Il raduno fascista ha sollevato timori di provocazioni politiche e violenze. Le forze antifasciste hanno invitato i cittadini alla massima vigilanza, temendo che l’evento possa generare incidenti e tensioni, soprattutto in un momento delicato, a pochi giorni dal referendum. Mentre la questione resta sotto l’attenzione delle forze dell’ordine, l’evento continua a dividere le opinioni, suscitando preoccupazione tra chi difende i valori democratici e chi accusa le autorità di non fare abbastanza per impedire raduni di questa natura.