Roma Capitale ha ricevuto il riconoscimento di “Comune Plastic Free”, iniziativa giunta alla quinta edizione e promossa dalla onlus Plastic Free, la cui direzione scientifica è affidata al professor Ennio Tasciotti, direttore dello Human Longevity Program dell’IRCCS San Raffaele di Roma.
La premiazione si è svolta sabato 14 marzo al Teatro Olimpico, durante la cerimonia che ha celebrato 141 comuni italiani distintisi nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti, nella promozione di comportamenti responsabili e nella gestione sostenibile del territorio.
Roma Capitale premiata per la prima volta
Per la prima volta da quando è stato istituito il premio, Roma Capitale è stata inserita tra i Comuni Plastic Free. A ritirare il riconoscimento sono stati il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi.
La cerimonia è stata aperta proprio dal primo cittadino, che ha sottolineato l’importanza delle politiche ambientali e delle iniziative volte a ridurre l’uso della plastica e a migliorare la gestione dei rifiuti nella città.
I Comuni premiati in Italia
Anche nel 2026 la regione con il maggior numero di amministrazioni premiate è stata l’Abruzzo, con 24 Comuni Plastic Free.
Seguono Sicilia con 20 comuni, Lombardia e Veneto con 12 ciascuna, Campania con 11 e Puglia con 10.
Il riconoscimento viene assegnato alle amministrazioni che si distinguono per iniziative concrete contro l’inquinamento da plastica, progetti di sensibilizzazione ambientale e azioni di tutela del territorio.
Il messaggio del ministro e l’allarme sulle microplastiche
Durante la cerimonia è stato trasmesso anche un videomessaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, che ha evidenziato il ruolo chiave delle amministrazioni locali nel contrasto all’inquinamento da plastica.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche Ennio Tasciotti, direttore scientifico di Plastic Free Onlus, che ha presentato i primi risultati delle ricerche sulle micro e nanoplastiche nell’organismo umano.
“Oltre il 90% della plastica che troviamo nel nostro corpo viene respirata – ha spiegato Tasciotti –. Queste particelle possono accelerare l’invecchiamento delle cellule e accumularsi in diversi organi. Tra quelli più colpiti c’è il cervello, che a differenza di altri organi come il fegato non ha la capacità di rigenerarsi”.
Secondo il ricercatore, i progetti scientifici sostenuti dall’associazione puntano a comprendere gli effetti tossici delle microplastiche e individuare strategie per proteggere le cellule umane da queste particelle invisibili.