Tutto ha avuto inizio quando la vittima, una donna di 61 anni con disabilità, ha ricevuto una telefonata da un sedicente “finanziere” che l’ha accusata di essere coinvolta in una rapina. Il truffatore ha esercitato una pressione psicologica immediata, minacciando gravi conseguenze legali, e ha chiesto denaro e monili d’oro come “risarcimento” per chiudere la pratica.
L’intervento della figlia e l’operazione delle forze dell’ordine
La figlia della vittima, presente in casa, si è subito accorta della situazione e ha avvertito il 112 senza farsi scoprire. Gli agenti della polizia di Stato sono intervenuti con grande discrezione: si sono appostati nell’abitazione, mimetizzandosi per non allertare il truffatore. Il malvivente, insospettito da alcuni rumori provenienti dalle stanze, è stato rassicurato dalla vittima, che ha usato una scusa credibile: “È solo il gatto che gira per casa”.
L’arresto del complice
Il truffatore ha poi fatto arrivare un complice per ritirare il denaro e i gioielli. L’uomo, un 47enne con numerosi precedenti penali, è salito al terzo piano dell’edificio e si è diretto verso il tavolo dove erano sistemati 600 euro e alcuni gioielli. Nel momento in cui ha cercato di afferrare il bottino, gli agenti sono intervenuti, arrestandolo in flagranza. Il cellulare dell’uomo, ancora acceso, ha rivelato comunicazioni in diretta con il complice, mostrando la posizione esatta dell’abitazione della vittima.