Il viaggio della Memoria ha portato 132 studenti e studentesse nella Polonia dei campi di concentramento, un percorso che ha segnato profondamente la loro consapevolezza storica e umana. L’iniziativa, organizzata dal Comune di Roma e dalla Città metropolitana, ha incluso, per la prima volta, anche gli studenti dei Centri di formazione professionale, amplificando la portata di un’esperienza che ogni anno si fa sempre più importante.
Il giorno più intenso del viaggio
Il 19 marzo, giornata dedicata alla visita di Auschwitz e Birkenau, è stata quella che ha avuto il maggiore impatto emotivo. Gli studenti hanno iniziato il loro percorso allo Judenrampe, la “Rampa degli ebrei”, accompagnati dal sindaco Roberto Gualtieri e dallo storico Marcello Pezzetti. Per la prima volta, a causa dell’assenza di sopravvissuti, la testimonianza diretta è stata sostituita dal ricordo delle sorelle Andra e Tatiana Bucci, che hanno raccontato la loro drammatica esperienza attraverso un videocollegamento.
Il cammino nell’orrore
Il gruppo ha proseguito la visita a Birkenau, dove il sindaco Gualtieri ha deposto una corona di fiori davanti al Krematorium 5, mentre lo storico Pezzetti ha illustrato la realtà delle camere a gas. In seguito, il gruppo si è spostato a Auschwitz, dove la realtà del campo di concentramento si è manifestata in maniera straziante. Le pile di scarpe e gli occhiali dei deportati, le foto delle famiglie separata dai nazisti, e le immagini di bambini e anziani poco prima di essere uccisi hanno lasciato i ragazzi senza parole.
Le domande che nascono dalla visita
Le impressioni più forti sono venute dalle domande degli studenti: “Perché dovevano togliere anche le scarpe?” ha chiesto una studentessa, mentre un’altra si è interessata alla presenza di prigionieri politici polacchi, che insieme a ebrei, rom, sinti e omosessuali hanno subito la persecuzione nazista. La visita ha portato anche ad una riflessione sul fatto che persone Lgbt+ sono state tra le vittime dimenticate della Shoah.
Il ricordo delle vittime Lgbt+ e la futura iniziativa
Anche la comunità Lgbt+ era presente nel viaggio: Mario Colamarino, presidente del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, ha commentato l’importanza di trasformare la memoria della Shoah in impegno quotidiano. La visita a Auschwitz, per Colamarino, è stata anche un’occasione per ridare voce e dignità alle vittime Lgbt+, che spesso sono rimaste ai margini del ricordo collettivo.
Inoltre, è stato annunciato da Pezzetti che ad Auschwitz nascerà un nuovo padiglione per gli ebrei italiani deportati, un progetto che sarà completato nei prossimi due o tre anni, proprio accanto al muro della morte.
Un impegno per il futuro
L’Amministrazione capitolina ha ribadito l’importanza di questi viaggi e delle testimonianze che li accompagnano, come ha sottolineato Marilena Grassadonia, coordinatrice delle Politiche Diritti Lgbt+ di Roma Capitale. “Il viaggio della memoria è una continuazione del nostro impegno nel contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza omolesbobitransfobica,” ha dichiarato Grassadonia, enfatizzando l’importanza di continuare a trasmettere la memoria della Shoah alle nuove generazioni.