L’ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola ha eseguito con successo le prime procedure in Italia di ablazione del nervo basivertebrale (BVN) utilizzando il sistema Intracept. Questo intervento, unico nel suo genere in Italia, rappresenta un’opzione terapeutica mininvasiva per il trattamento del dolore vertebrogenico cronico, che colpisce milioni di persone.
Il trattamento innovativo: come funziona l’ablazione del nervo basivertebrale
Le procedure sono state condotte dal dottor Jacopo Scaggiante, neuroradiologo interventista, con l’utilizzo della tecnologia Intracept, che consente l’ablazione mirata del nervo basivertebrale per interrompere la trasmissione dei segnali dolorosi. Questo trattamento è specificamente pensato per pazienti che soffrono di dolore cronico alla schiena, di origine vertebrogenica, ossia causato da problematiche vertebrali.
Il dolore cronico: un problema sanitario crescente
Secondo i dati dell’ospedale, in Italia circa 9,8 milioni di persone soffrono di dolore cronico severo, e il 30,5% di queste lamenta dolore alla parte inferiore della schiena. Questo dolore è spesso legato a condizioni delle vertebre e della colonna vertebrale, con i pazienti che riferiscono una sensazione di fastidio persistente, che peggiora durante la seduta prolungata o con alcuni movimenti specifici.
I vantaggi della nuova procedura: efficacia e sicurezza
Giovanni Arcuri, direttore generale dell’ospedale, sottolinea che l’innovazione tecnologica è una priorità per l’ospedale. L’ablazione del nervo basivertebrale con il dispositivo Intracept colma un importante vuoto terapeutico per quei pazienti che non trovano sollievo con le terapie convenzionali e per i quali non è indicata la chirurgia spinale maggiore. Si tratta di una soluzione sicura, mininvasiva e con solide evidenze cliniche di efficacia.
Studi a lungo termine hanno dimostrato che il 75% dei pazienti ha riportato un miglioramento duraturo del dolore e della funzionalità con una sola procedura. Inoltre, quasi il 70% dei pazienti è riuscito a riprendere il livello di attività precedente all’insorgenza del dolore, con benefici che si sono mantenuti anche oltre i cinque anni per molti dei partecipanti.