L’emergenza West Nile virus continua a registrare nuovi casi nel Lazio. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Istituto nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani e dalla Regione Lazio, i contagi complessivi sono arrivati a 63, con un incremento di 14 persone infette rispetto al precedente bollettino settimanale.
La crescita dei casi coinvolge diverse aree del territorio regionale, con variazioni significative soprattutto nelle aziende sanitarie della Capitale e nella provincia di Latina, che continua a rappresentare una delle zone con il maggior numero di segnalazioni.
La distribuzione dei casi nelle Asl di Roma e nelle province
A Roma la diffusione del virus presenta una situazione differenziata tra i vari territori sanitari. Nella Asl Roma 1 sono stati rilevati sette casi, cinque in più rispetto alla settimana precedente. L’area comprende i municipi centrali e settentrionali della Capitale, tra cui I, II, III, XIV e XV.
Nella Asl Roma 2 i contagi sono saliti a sette, con un aumento più contenuto rispetto al precedente monitoraggio: un solo nuovo caso registrato. La zona comprende diversi municipi della parte orientale e sud-orientale della città.
Resta invece stabile il quadro nella Asl Roma 3, dove i casi confermati sono tre. L’area comprende i municipi X, XI e XII, oltre al territorio di Fiumicino.
Incremento più evidente nella Roma 5, passata da sei a undici casi, mentre nella Roma 6 si registrano cinque contagi, uno in più rispetto all’ultimo rilevamento.
Anche le province del Lazio sono interessate dalla circolazione del virus. In particolare, Latina registra 25 casi, risultando il territorio con il maggior numero di infezioni dopo il quadro complessivo regionale. Seguono Viterbo con tre casi e Frosinone con due.
Le forme più gravi dell’infezione
Non tutti i casi presentano la stessa manifestazione clinica. Dei contagi rilevati, 28 persone hanno sviluppato la forma neuroinvasiva del virus West Nile, una delle complicanze più serie dell’infezione. Altri pazienti hanno manifestato episodi febbrili, mentre quattro segnalazioni riguardano donatori di sangue risultati positivi.
La forma neuroinvasiva può interessare il sistema nervoso centrale e provocare condizioni più complesse, soprattutto nelle persone anziane o nei soggetti con condizioni di fragilità.
Come si trasmette il West Nile virus
Il virus West Nile appartiene agli agenti infettivi trasmessi principalmente dalle zanzare. Secondo le indicazioni dell’Istituto superiore di Sanità, il ciclo naturale coinvolge soprattutto gli uccelli selvatici, che rappresentano il principale serbatoio dell’infezione, e le zanzare del genere Culex, considerate il principale vettore per il contagio umano.
La trasmissione avviene generalmente attraverso la puntura di una zanzara infetta. L’uomo, invece, viene considerato un ospite occasionale e non contribuisce normalmente alla diffusione del virus attraverso le zanzare.
Sintomi e categorie più esposte
I sintomi dell’infezione possono cambiare in base all’età e alle condizioni generali della persona colpita. Nei bambini, nella maggior parte dei casi, può comparire una febbre lieve. Nei giovani adulti possono manifestarsi febbre più elevata, mal di testa, dolori muscolari e arrossamento degli occhi.
Le conseguenze possono essere più rilevanti negli anziani e nelle persone immunodepresse o con condizioni di salute già compromesse, dove il virus può provocare manifestazioni neurologiche più severe.
Le misure di prevenzione adottate dalla Regione Lazio
Per contenere la diffusione del West Nile virus, la Regione Lazio ha fornito indicazioni operative alle strutture sanitarie, ai medici di medicina generale, agli ospedali e ai servizi veterinari.
Tra gli interventi previsti rientrano anche le attività di monitoraggio e le operazioni di disinfestazione contro le zanzare, con l’obiettivo di ridurre la presenza dei vettori responsabili della trasmissione.
La sorveglianza epidemiologica proseguirà nelle prossime settimane per valutare l’andamento dei contagi e individuare eventuali nuove aree interessate dalla circolazione del virus.
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