Eni ha annunciato un intervento sui prezzi dei carburanti con l’introduzione di un tetto massimo alla vendita di benzina e diesel. La misura prevede che, a partire da lunedì 28 settembre, il gasolio non venga venduto a un prezzo superiore a 2,19 euro al litro, mentre per la benzina il limite fissato sarà di 1,99 euro al litro.
La decisione arriva in una fase caratterizzata dall’aumento dei prezzi alla pompa e coincide con la riduzione dello sconto fiscale applicato sul diesel. Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati a venerdì, il costo medio del gasolio in modalità self service era pari a 2,338 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,421 euro in autostrada. Per la benzina, invece, i valori medi risultavano di 2,154 euro al litro sulla rete stradale e 2,247 euro in autostrada.
La durata del price cap e il rapporto con le accise
Il limite sui prezzi stabilito da Eni resterà in vigore per 30 giorni, con la possibilità di un’estensione fino alla fine dell’anno in base all’evoluzione del mercato e alla disponibilità degli approvvigionamenti.
L’iniziativa viene annunciata alla vigilia della riduzione dello sconto sulle accise relativo al diesel prevista dal governo. Il beneficio fiscale, già ridotto a 12,2 centesimi al litro comprensivi di Iva, scenderà ulteriormente a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre.
Successivamente, nel caso in cui il livello della tassazione dovesse aumentare, il tetto massimo fissato da Eni potrà essere adeguato di conseguenza.
Il confronto sugli extraprofitti energetici
La scelta della società energetica arriva mentre continua il dibattito sull’ipotesi di una tassazione degli extraprofitti del settore energetico, proposta sostenuta da alcune forze politiche. Eni ha definito la propria iniziativa un “contributo di solidarietà” rivolto al Paese, ai consumatori e ai propri clienti.
Il governo aveva finora evitato di introdurre un’imposta specifica sugli extraprofitti energetici, limitandosi a interventi come un anticipo sulla tassazione dei dividendi.
Palazzo Chigi ha accolto positivamente la decisione dell’azienda, definendola un atto di attenzione verso famiglie e imprese in un momento segnato dall’aumento dei costi dei carburanti legato anche al contesto internazionale.
Il vicepresidente del Consiglio e segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha indicato l’iniziativa come un esempio di collaborazione tra istituzioni e grandi imprese nazionali, ribadendo la posizione del suo partito contraria a nuove tassazioni sugli extraprofitti.
Il precedente del 2012
L’intervento di Eni ricorda la campagna commerciale “Riparti con Eni” realizzata nell’estate del 2012, periodo caratterizzato dalla crisi finanziaria e dalla contrazione dei consumi.
In quell’occasione la compagnia aveva applicato riduzioni sui prezzi dei carburanti durante i fine settimana, con sconti di circa 20 centesimi al litro. Secondo alcune associazioni imprenditoriali, quell’iniziativa aveva contribuito a generare una competizione sui prezzi tra operatori del settore.
Nei giorni precedenti, Confimprenditori e Federpetroli avevano sostenuto l’ipotesi di una nuova iniziativa simile per contenere il costo dei rifornimenti.
Le reazioni delle associazioni dei consumatori
L’Unione nazionale consumatori ha accolto favorevolmente la decisione di Eni. Il presidente Massimiliano Dona ha definito il provvedimento una notizia positiva, sottolineando il possibile impatto sui consumatori in una fase di crescita dei prezzi.
Secondo i calcoli dell’associazione, con la riduzione dello sconto sulle accise il prezzo del diesel avrebbe potuto raggiungere 2,399 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,482 euro in autostrada.
Anche il Codacons ha valutato positivamente il price cap, stimando un possibile risparmio sui rifornimenti: circa 10,4 euro per un pieno di gasolio e 11,2 euro per un pieno di benzina, considerando i prezzi medi indicati.
Le critiche dell’opposizione
Sul fronte politico, il Partito democratico ha chiesto al governo di definire una strategia complessiva per affrontare il caro carburanti. Il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia ha evidenziato che l’intervento di Eni rappresenta comunque un beneficio per le famiglie, ma ha posto il tema del ruolo delle istituzioni nel rapporto con le grandi aziende partecipate dallo Stato.
Secondo Boccia, il dibattito riguarda anche la responsabilità del governo nelle politiche per contenere l’aumento dei costi energetici.
Il nuovo tetto ai prezzi dei carburanti apre quindi una fase di monitoraggio sul mercato, con attenzione agli effetti concreti sui consumatori e all’evoluzione delle misure fiscali previste nelle prossime settimane.
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