Un grosso vaso usato per sfondare la vetrina, poi l’irruzione nella lavanderia e la fuga con i soldi della cassa. Nuova spaccata a Roma, questa volta in via Prenestina, all’altezza del civico 385. I ladri sono riusciti a portare via 390 euro, lasciandosi alle spalle danni all’attività e alcune tracce di sangue che potrebbero rivelarsi decisive per le indagini.
L’allarme è scattato nella mattinata di domenica 18 ottobre, quando è stato segnalato il furto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione Roma Alessandrina, che hanno ricostruito le prime fasi del colpo. I responsabili, ancora ignoti, avrebbero infranto il vetro della lavanderia utilizzando un grosso vaso, per poi raggiungere il registratore di cassa e impossessarsi del denaro.
Le tracce di sangue
Durante il sopralluogo, i militari hanno individuato e repertato tracce ematiche nei pressi della vetrata distrutta. Una delle ipotesi è che uno o più responsabili possano essersi feriti mentre cercavano di entrare nel locale, probabilmente a contatto con i frammenti di vetro.
Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione dei ladri. Al vaglio dei carabinieri ci sono anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire elementi utili per ricostruire i movimenti dei responsabili prima e dopo il furto.
La rabbia del quartiere
L’ennesima spaccata ha provocato la reazione di Stefano Grammatico, presidente del comitato di quartiere Collatino, che denuncia una situazione sempre più difficile per i commercianti della zona.
“Ennesimo furto in zona, stavolta ai danni della lavanderia in via Prenestina. Hanno spaccato la finestra provocando danni enormi e imbrattando tutto, per un magro bottino di appena 390 euro. Non se ne può davvero più. A farne le spese sono sempre lavoratori onesti che si fanno un mazzo così ogni giorno per mandare avanti la propria attività . La situazione è insostenibile e servono più sicurezza e controlli per fermare questa continua ondata di spaccate ai danni dei negozi della nostra zona. Massima solidarietà ai titolari”.
Al centro della protesta del comitato c’è soprattutto la richiesta di maggiori controlli e interventi per tutelare le attività commerciali, spesso costrette a fare i conti con danni ben superiori al valore della refurtiva.
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