Fascia verde Roma, diesel euro 4 e 5 salvi: confermati i divieti dal 1° novembre

Fascia verde Roma, dal 1° novembre 2026 confermati i divieti attuali: diesel euro 4 e 5 salvi. Ecco quali veicoli non possono circolare e gli orari

Varco ZTL, mobilità

Nessuna nuova restrizione alla circolazione per le automobili diesel euro 4 ed euro 5 nella Ztl fascia verde di Roma a partire dal 1° novembre 2026. La Regione Lazio ha dato il via libera alla prosecuzione delle regole attualmente in vigore, evitando l’introduzione dei divieti più severi che erano stati inizialmente previsti per contenere l’inquinamento atmosferico nella Capitale.

La decisione è arrivata attraverso una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessora all’Ambiente Elena Palazzo. Il provvedimento consente all’amministrazione capitolina di mantenere l’attuale sistema di limitazioni, senza estendere automaticamente i blocchi alle categorie di veicoli diesel più recenti.

Per rendere operative le disposizioni dal 1° novembre sarà comunque necessaria una nuova ordinanza del sindaco Roberto Gualtieri, chiamato a intervenire prima della scadenza del provvedimento attuale, fissata al 31 ottobre 2026.

La scelta della Regione si inserisce in un percorso di revisione delle politiche ambientali che punta a ridurre le emissioni attraverso interventi alternativi alle limitazioni del traffico.

Quali auto non possono circolare nella fascia verde di Roma

Il mantenimento delle disposizioni esistenti significa che i proprietari di auto diesel euro 4 ed euro 5 potranno continuare a circolare nella fascia verde, nel rispetto delle altre norme applicabili e salvo eventuali provvedimenti straordinari legati all’inquinamento.

Rimarranno invece soggetti alle limitazioni permanenti i veicoli appartenenti alle categorie ambientali più datate.

In particolare, i divieti riguardano:

  • Automobili a benzina: pre euro 1, euro 1 ed euro 2.

  • Automobili diesel: pre euro 1, euro 1, euro 2 ed euro 3.

  • Ciclomotori e motocicli a benzina: pre euro 1 ed euro 1.

  • Ciclomotori e motocicli diesel: pre euro 1, euro 1 ed euro 2.

Le restrizioni ordinarie sono previste dal lunedì al sabato, per tutte le 24 ore della giornata, con esclusione delle festività infrasettimanali.

Non si tratta quindi di limitazioni concentrate nelle fasce orarie di maggiore traffico, ma di divieti continuativi per i mezzi interessati.

La conferma definitiva del quadro normativo comunale dipenderà dall’ordinanza che dovrà essere adottata dal Campidoglio.

Qualità dell’aria in miglioramento: i dati che hanno favorito la decisione

Un elemento determinante nella scelta della Regione Lazio riguarda l’andamento degli indicatori ambientali registrati nella Capitale.

Secondo i dati richiamati dall’amministrazione regionale, nel corso del 2025 sono stati rispettati tutti i limiti normativi relativi alla qualità dell’aria. Un risultato che ha contribuito a rendere possibile il mantenimento delle restrizioni già applicate.

Ulteriori segnali positivi sono emersi dalle rilevazioni aggiornate ad agosto 2026, che hanno evidenziato una diminuzione di circa il 2% delle concentrazioni medie di PM10 e biossido di azoto rispetto all’anno precedente.

Questi due inquinanti rappresentano parametri fondamentali per valutare la qualità dell’aria nei contesti urbani, soprattutto nelle aree caratterizzate da un’elevata presenza di traffico automobilistico.

Il miglioramento degli indicatori, insieme al progressivo ammodernamento dei veicoli circolanti, ha permesso alla Regione di confermare un’impostazione basata su misure ambientali differenziate.

Come è cambiato il piano regionale contro l’inquinamento

La possibilità di evitare nuovi divieti per i diesel euro 4 ed euro 5 deriva dalla revisione del Piano di risanamento della qualità dell’aria, avviata dalla Regione Lazio nel 2025.

La precedente programmazione, predisposta durante la Giunta guidata da Nicola Zingaretti, prevedeva un ampliamento progressivo delle categorie di automobili escluse dalla circolazione, arrivando a comprendere anche i diesel euro 5.

Con l’intervento della Giunta Rocca, il quadro è stato modificato per consentire ai Comuni di ricorrere a misure compensative in grado di produrre benefici ambientali equivalenti a quelli attesi dai blocchi stradali.

Tra le soluzioni individuate rientrano interventi sui sistemi di riscaldamento, compresa la possibilità di anticipare lo spegnimento delle caldaie, e altre iniziative finalizzate alla riduzione delle emissioni.

Il principio introdotto dalla revisione prevede che eventuali alternative alle restrizioni automobilistiche siano sostenute da valutazioni tecniche e dati scientifici, così da garantire il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

In questo modo, il contenimento dell’inquinamento non viene affidato esclusivamente alla riduzione della circolazione privata, ma anche ad azioni che interessano altre fonti emissive.

Investimenti per 25 milioni di euro tra Roma e Valle del Sacco

Accanto alla conferma delle limitazioni, la Regione Lazio ha previsto risorse economiche destinate a favorire la transizione verso tecnologie meno inquinanti.

Gli investimenti complessivi ammontano a 25 milioni di euro, nell’ambito dell’accordo sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per interventi su Roma e nella Valle del Sacco.

Una quota significativa, pari a 10 milioni di euro, sarà destinata alla sostituzione dei veicoli commerciali maggiormente inquinanti.

Il programma comprende inoltre incentivi per il rinnovo degli impianti di riscaldamento nella Valle del Sacco, con finanziamenti confermati anche per il 2027.

L’obiettivo è intervenire su più settori responsabili delle emissioni atmosferiche, affiancando alle disposizioni sulla mobilità strumenti economici per accelerare la sostituzione delle tecnologie obsolete.

Le posizioni della Regione Lazio sui nuovi divieti

L’assessora regionale all’Ambiente Elena Palazzo ha sottolineato il ruolo della revisione normativa introdotta nel 2025, attraverso la quale è stata riconosciuta ai Comuni la possibilità di adottare soluzioni alternative ai blocchi della circolazione.

Secondo Palazzo, questa impostazione ha consentito a Roma di evitare l’estensione delle restrizioni ai diesel euro 4 ed euro 5, mantenendo al tempo stesso gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria.

La posizione della Giunta regionale è stata ribadita anche dal presidente Francesco Rocca, che ha evidenziato le possibili conseguenze economiche di un divieto esteso a un numero maggiore di automobilisti.

In particolare, il presidente ha richiamato le difficoltà delle famiglie che non dispongono delle risorse necessarie per sostituire il proprio veicolo, ribadendo comunque la necessità di proseguire con le politiche di tutela ambientale.

Cosa succede dal 1° novembre 2026

Il prossimo passaggio amministrativo spetterà al Comune di Roma, che dovrà recepire il quadro delineato dalla Regione attraverso un nuovo provvedimento.

Dal 1° novembre 2026, secondo quanto consentito dalla delibera regionale, le restrizioni potranno rimanere identiche a quelle attuali, senza ulteriori esclusioni per i diesel euro 4 ed euro 5.

Redazione

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