Matteo Minna, l’avvocato tutore di Paolo Calissano, dovrà rispondere davanti al giudice dei reati di peculato aggravato, falsità ideologica e falsa perizia per errore determinato da inganno.
Calissano, l’attore genovese morto a Roma il 29 dicembre 2021 a causa di un mix di farmaci antidepressivi, sarebbe stato circuito e derubato di 500mila euro dal suo legale, secondo quanto sostenuto dalla Procura della Repubblica e dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini.
Relazione e accuse
Matteo Minna, difeso dagli avvocati Enrico Scopesi e Maurizio Mascia, conosceva Paolo Calissano da tredici anni e, oltre a essere suo “amico”, ricopriva il ruolo di amministratore di sostegno dell’attore.
Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno rivelato che Calissano non sarebbe l’unica vittima di Minna. L’avvocato è accusato di aver sottratto 155mila euro a una donna con problemi di dipendenze e ulteriori 200mila euro a tre altre persone, prelevando denaro dai conti dei suoi clienti e trasferendolo sui propri con false giustificazioni.
Detenzione e procedimento giudiziario
Arrestato l’anno scorso, Minna è attualmente agli arresti domiciliari dal dicembre scorso, in attesa del processo. Dovrà rispondere delle accuse di peculato aggravato, falsità ideologica e falsa perizia per errore determinato da inganno, avendo presumibilmente indotto in errore il consulente incaricato dal giudice tutelare di Genova di esaminare la gestione patrimoniale e la regolarità dei rendiconti relativi agli incarichi ricevuti.
L’udienza processuale stabilirà se le accuse mosse contro Minna saranno confermate, facendo luce su una vicenda che ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo e la comunità legale.