Bacini idrici del Lazio in crisi, agricoltura a rischio

Gravi problemi per quanto concerne i bacini idrici: la zona colpita è quella del centro-sud Italia, mentre al Nord continua il maltempo

Fiume

Il contrasto climatico tra il nord e il centro-sud dell’Italia è evidente. Mentre il nord affronta temporali e allagamenti, il centro-sud è alle prese con una siccità preoccupante che mette in allarme esperti e agricoltori.

Siccità nel centro-Sud

Secondo l’Osservatorio dell’Anbi, l’Italia ha vissuto 54 eventi meteorologici estremi tra il 21 e il 22 luglio, principalmente nel nord. In contrasto, i bacini idrici del centro-sud mostrano segni di grave sofferenza. L’invaso di Occhito, situato tra Puglia e Marche, ha visto i suoi volumi ridursi di oltre 15 milioni di metri cubi in soli otto giorni, limitando l’acqua disponibile quasi esclusivamente per uso potabile.

Un altro esempio è l’invaso di Chiauci in Abruzzo, che secondo l’Autorità Nazionale Bacini Idrici, si esaurirà entro metà agosto. Questo scenario di carenza idrica si ripete in molte regioni del centro-sud, comprese le isole, creando seri problemi all’agricoltura.

La situazione nel Lazio

La regione Lazio non è immune a questa crisi. Già a giugno, Roma e la sua provincia hanno registrato il valore medio di precipitazione cumulata mensile più basso dall’aprile del 1990. Il sindaco di Roma ha emanato un’ordinanza valida fino al 30 settembre per limitare lo spreco di acqua potabile. I laghi della regione, che dipendono dalle piogge per compensare le perdite, sono tra i più colpiti. Il lago Albano, ad esempio, ha visto il livello dell’acqua ridursi di 20 centimetri in tre mesi, nonostante i 78 millimetri di pioggia caduti a inizio luglio.

Laghi e fiumi in sofferenza

Anche altri bacini idrici dei Castelli Romani soffrono. Il lago di Nemi ha perso 56 centimetri in un anno, mentre il bacino di Bracciano, già colpito dalle captazioni del 2017, è sceso di oltre 19 centimetri rispetto all’anno precedente. Non sono solo i laghi a soffrire. La portata del fiume Tevere è scesa a 76,41 metri cubi al secondo, ben al di sotto della media del periodo di circa 130 metri cubi al secondo. Anche l’Aniene registra una diminuzione significativa. Tuttavia, i fiumi Fiora e Velino mostrano un aumento delle portate d’acqua, ma rappresentano una consolazione marginale in un quadro generale di crisi idrica.

Questi dati evidenziano la necessità di interventi urgenti per affrontare la siccità e garantire la sostenibilità delle risorse idriche nel centro-sud dell’Italia.

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