La Vogalonga Tiberina torna protagonista con 50 imbarcazioni e 350 atleti pronti a solcare le acque del Tevere. Questo evento storico, nato nel 1977 e sospeso nel 1997 per problemi legati alla navigabilità del fiume, sarà caratterizzato dalla presenza di numerosi circoli sportivi romani e dalla partecipazione della Marina Militare, con un’imbarcazione e 8 vogatrici in rappresentanza.
La partenza delle imbarcazioni avverrà a scaglioni dalle ore 7:30, con una barca che prenderà il via ogni 5 minuti. I Circoli romani partecipanti includono Deportivo, Sportinsieme, 3 Ponti, Ondina, Canottieri Roma, Tirrenia Todaro, CC Lazio, Ponte Milvio, Effe e il Circolo Tevere Remo, che chiuderà la sfilata. L’iniziativa vuole non solo celebrare la tradizione sportiva, ma anche sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della navigabilità del Tevere, estendendola dal centro città fino al mare.
L’evento è stato ideato da un Comitato organizzatore guidato da Angelo Montana, che ha sottolineato come questa edizione del 2024 sia pensata come “pilota” per creare un appuntamento annuale. La manifestazione si snoderà lungo un percorso di oltre 30 km, puntando a rafforzare il legame tra le attività fluviali e la città di Roma.
Uno dei protagonisti principali sarà il Circolo Ondina Generali, che parteciperà con ben 6 equipaggi e 40 atleti. Il presidente del circolo, Raffaello Leonardo, ha dichiarato che la partecipazione potrebbe essere stata ancora più numerosa se fossero stati disponibili ulteriori scafi. Questa edizione vede coinvolti non solo i circoli storici, ma anche nuove realtà come l’Associazione Marevivo, il Circolo Aniene, Deportivo, Tre Ponti, Navalia, il Circolo della Rai e Tiber Rowing.
La Vogalonga Tiberina, che in passato contava sul supporto della Marina Militare per la produzione di medaglie commemorative, ha ripreso vita anche nel 2015 con un’edizione speciale volta a verificare la navigabilità del Tevere. Quest’anno, la ripartenza ufficiale avrà luogo con l'”edizione zero” del 2024, con l’ambizioso obiettivo di riportare Roma al livello delle maggiori capitali europee in termini di accessibilità fluviale.