Migranti in fila per la carta d’identità: richieste di accesso nei municipi locali

Migranti in fila all’anagrafe centrale di Roma per la carta d’identità: Usb chiede l’accesso ai servizi anagrafici nei municipi

Anagrafe

Ogni mattina, centinaia di migranti si radunano all’anagrafe centrale per ottenere un appuntamento e richiedere la carta d’identità. Questa sede è l’unico ufficio comunale a Roma dove i richiedenti asilo possono avviare la domanda, e le lunghe code hanno portato a mobilitazioni da parte dell’Unione sindacale di base (Usb), che chiede l’accesso ai servizi anagrafici anche nei municipi locali.

Da circa un mese e mezzo, le file all’ingresso dell’anagrafe centrale si estendono il lunedì e il mercoledì, arrivando a contare fino a 150 persone. Tuttavia, la disponibilità di biglietti è limitata: solo 15 numeri il lunedì e 25 il mercoledì, costringendo molti a passare la notte all’esterno dell’ufficio per assicurarsi un posto. John Torres, sindacalista dell’Usb, ha sottolineato che questa situazione crea disagi ai richiedenti asilo, che spesso vivono in condizioni di precarietà e affrontano ulteriori difficoltà per accedere ai documenti necessari alla loro regolarizzazione.

Di fronte alla situazione, alcuni rappresentanti dell’Usb, tra cui Mattia Gregorio, hanno inviato una lettera all’amministrazione comunale e all’anagrafe centrale, chiedendo un ampliamento delle sedi abilitate alla richiesta della carta d’identità per i titolari del diritto di asilo, permettendo loro di completare la procedura nei municipi di appartenenza. L’obiettivo è distribuire le richieste su un maggior numero di uffici, riducendo le code e facilitando il processo di identificazione per i richiedenti asilo.

Stefano De Angelis, un altro rappresentante sindacale, ha evidenziato che il problema principale risiede nella tempistica: tra la richiesta del permesso di soggiorno e il rilascio del documento ufficiale trascorre spesso fino a un anno. Durante questo periodo, i migranti rimangono in una situazione incerta, senza accesso completo ai diritti amministrativi, poiché pur non essendo espulsi, non hanno ancora i documenti necessari per avviare altre pratiche burocratiche.

Le mobilitazioni davanti all’anagrafe centrale e le lettere indirizzate all’amministrazione comunale sono quindi volte a sensibilizzare le istituzioni sulle difficoltà che i migranti affrontano. L’Usb attende ora una risposta da parte delle autorità, auspicando una soluzione che possa portare all’estensione dell’accesso ai servizi anagrafici anche nei municipi locali, per ridurre il sovraffollamento e velocizzare i tempi di rilascio della carta d’identità ai richiedenti asilo.

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