La realizzazione della tranvia Termini-Tor Vergata, destinata a diventare la linea G di Roma, è al centro di un acceso dibattito che coinvolge istituzioni e cittadini. Finanziata con 213 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), la nuova linea tranviaria di 13,3 chilometri mira a migliorare la mobilità collegando i Municipi I, VI e VII con il centro della capitale, l’Università degli Studi di Tor Vergata e il Policlinico. Tuttavia, il progetto ha incontrato l’opposizione dell’ateneo, che ha evidenziato diverse criticità.
Le principali problematiche sollevate da Tor Vergata
L’Università ha bocciato il progetto durante la conferenza dei servizi dell’8 novembre, adducendo preoccupazioni legate al passaggio a raso della tranvia su viale della Sorbona. Secondo l’ateneo, ciò comprometterebbe il deflusso continuo del traffico, essenziale per l’accesso al campus e al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata. Anche il rumore generato dai tram è stato indicato come un possibile disturbo per le lezioni e le attività accademiche.
Nonostante la disponibilità iniziale a discutere modifiche per risolvere queste criticità, il confronto tra i rappresentanti dell’università e il Campidoglio, avvenuto il 3 dicembre, non ha portato ad alcun accordo concreto.
Mobilitazione cittadina: il “mail bombing” per salvare il progetto
Di fronte alla possibilità che il progetto venga abbandonato, il blog Odissea Quotidiana ha lanciato un’iniziativa di “mail bombing”, invitando i romani a scrivere all’Università di Tor Vergata per convincerla a dare il via libera alla tranvia. L’appello sottolinea l’importanza dell’opera per migliorare la mobilità tra i quartieri periferici, il centro di Roma e il campus universitario, facilitando gli spostamenti di residenti, studenti e lavoratori.
Oltre a questa iniziativa, è stata avviata una petizione online per sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica. L’urgenza è dettata dalla scadenza del 30 giugno 2025: se entro quella data non sarà assegnata la gara d’appalto, i finanziamenti del Mit verranno revocati.
Cosa c’è in gioco: non solo la tranvia
L’opera non si limita alla costruzione della linea tranviaria, ma include anche interventi strategici, come la trasformazione del deposito di Centocelle e la creazione di una pista ciclabile su via Casilina. L’abbandono del progetto rischierebbe di compromettere l’intera rete di infrastrutture pianificate per migliorare la sostenibilità e la vivibilità della città.