La scuola dovrebbe essere accessibile a tutti, ma per una docente di Roma la realtà è diversa. Filomena Montaquila, insegnante di Lettere costretta su una sedia a rotelle, non può accedere alla sua scuola a causa del malfunzionamento del montascale. Una situazione che si protrae da quasi un anno e che la costringe a fare lezione da casa, con gli alunni presenti in aula.
Una denuncia rimasta inascoltata
La professoressa Montaquila aveva più volte segnalato il problema alle autorità competenti, sottolineando la necessità di riparare il montascale. “È quasi un anno che segnalo il guasto, ma nulla è stato fatto,” ha dichiarato, evidenziando come l’assenza di interventi abbia compromesso il suo diritto al lavoro e la possibilità di interagire direttamente con i suoi studenti.
Solidarietà da parte di colleghi, genitori e studenti
Nonostante le difficoltà, la professoressa ha ricevuto il pieno sostegno della comunità scolastica. I colleghi, i genitori e gli alunni si sono uniti per esprimere la loro solidarietà, chiedendo un intervento urgente per risolvere il problema. Tuttavia, al momento, la situazione resta irrisolta e la docente è costretta a una modalità di insegnamento a distanza che penalizza il rapporto diretto con gli studenti.
Una questione di diritto e dignità
Il caso di Filomena Montaquila mette in luce un problema più ampio legato all’accessibilità degli edifici scolastici. La mancanza di infrastrutture adeguate non solo viola i diritti delle persone con disabilità, ma compromette anche la qualità del lavoro e dell’educazione. Il diritto all’inclusione, garantito dalla Costituzione e da normative specifiche, non può restare solo sulla carta: è necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni per assicurare a tutti pari opportunità.
Richieste di intervento immediato
La comunità scolastica ha chiesto un intervento urgente per ripristinare il funzionamento del montascale e garantire alla docente la possibilità di tornare a svolgere il proprio lavoro in presenza. “Non si tratta solo di una riparazione tecnica, ma di un atto di rispetto e di giustizia,” ha commentato un collega. La speranza è che la situazione si risolva rapidamente, restituendo alla professoressa Montaquila la piena dignità professionale.