Dopo ore di discussioni, la questione dell’aumento del prezzo del biglietto del trasporto pubblico a Roma resta irrisolta. Nessuna decisione definitiva è stata presa durante l’incontro tra assessori e sindacati, nonostante la necessità di trovare risorse aggiuntive per coprire il deficit di Atac.
Mercoledì 11 settembre, durante una riunione tra l’assessore regionale ai Trasporti, Fabrizio Ghera, l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, e i sindacati di categoria, è emersa la proposta di aumentare il biglietto singolo fino a 2,50 euro per i turisti. I sindacati, tra cui Cgil, Cisl e Uil, hanno spinto per una soluzione che non penalizzi i residenti, proponendo di differenziare il costo in base all’Isee e far pagare di più ai turisti e a chi lavora o studia nella Capitale.
Le proposte sindacali mirano a evitare un ulteriore peso sui cittadini di Roma e Lazio, già provati dalla crisi inflazionistica. Maurizio Lago e Fabio Esposito Amendola della Uiltrasporti hanno sottolineato che qualsiasi aumento a carico dei residenti sarebbe inaccettabile. Secondo loro, le amministrazioni dovrebbero adottare strategie che permettano di coprire il deficit senza aggravare la situazione economica delle famiglie locali.
Nonostante il pressing sindacale, la decisione finale è stata rimandata alla Regione Lazio, che ha chiesto al Campidoglio di valutare altre possibilità. Secondo Patanè, ci sono solo due opzioni per recuperare i 22 milioni di euro necessari per chiudere il Piano economico finanziario di Atac: aumentare il prezzo dei biglietti o ricevere più fondi dal Governo.
Nessuno vuole assumersi la responsabilità politica di un aumento del costo del biglietto. Tuttavia, per evitare ulteriori ritardi, sarà necessario decidere come affrontare il problema nei prossimi mesi, soprattutto perché Roma ha già ottenuto un finanziamento di 9 milioni di euro dalla Regione Lazio, insufficienti però a coprire il disavanzo totale.