Violenza domestica: condanne per due uomini

Condanne per due uomini accusati di gravi episodi di violenza domestica: una donna data alle fiamme e un’altra accoltellata

corteo violenza sulle donne

La prima vicenda risale al 2013 e coinvolge un uomo di 57 anni della provincia di Viterbo, condannato recentemente a sei anni e mezzo di carcere. La moglie, vittima di anni di abusi, ha trovato la forza di denunciare solo dopo quasi un decennio, aspettando che i figli fossero cresciuti.

Decisiva per il processo è stata proprio la testimonianza dei due figli, che hanno ricostruito quanto accaduto il 21 ottobre 2013. Quel giorno, una lite familiare degenerò in un’escalation di violenza. Dopo un’aggressione avvenuta in casa, la donna riuscì a fuggire insieme alla figlia, trovando rifugio presso la sorella.

L’uomo, tuttavia, non si fermò. Il giorno successivo riuscì a rintracciare la moglie, la sequestrò e la condusse in un campo. Qui, le versò addosso della benzina e le diede fuoco. La donna sopravvisse grazie al tempestivo intervento dei soccorsi, ma riportò ustioni gravissime e danni permanenti al volto. Nonostante le prove schiaccianti e la gravità dei fatti, il tribunale collegiale di Viterbo ha emesso una condanna relativamente contenuta, stabilendo una pena di sei anni e mezzo.

Un altro caso di violenza è stato giudicato nello stesso giorno dal medesimo tribunale. Protagonista della seconda vicenda è un ex poliziotto di 62 anni originario di Roma. L’uomo, per impedire alla compagna di lasciarlo, l’ha accoltellata alle spalle mentre lei preparava la valigia per andarsene. Cinque coltellate, di cui tre all’addome, una delle quali le perforò un polmone e sfiorò il cuore. La donna riuscì a salvarsi grazie all’intervento di un vicino di casa, che richiamò l’attenzione sui fatti e permise l’arrivo dei soccorsi.

L’aggressore ha cercato di giustificare il proprio gesto affermando di aver agito in stato confusionale, causato dall’assunzione di pillole di Xanax. Questa linea difensiva ha portato il tribunale a riconoscere un parziale vizio di mente e a condannarlo a otto anni di reclusione.

Questi due episodi evidenziano, ancora una volta, la drammatica realtà della violenza domestica, un fenomeno che troppo spesso viene celato dal silenzio e dalla paura delle vittime. Le condanne emesse rappresentano un passo avanti, ma rimane fondamentale il lavoro di prevenzione e il supporto alle persone che subiscono abusi.

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