Una vasta discarica abusiva è stata individuata nelle vicinanze del campo rom illegale dell’Albuccione, alle porte di Roma. A far emergere la situazione sono stati i carabinieri della Tenenza di Guidonia, supportati dai colleghi del Nucleo Forestale della stessa città, durante un’operazione di monitoraggio ambientale nella zona.
I militari hanno messo i sigilli a due distinte aree di circa 90 metri quadrati ciascuna, trasformate in depositi illegali di rifiuti. All’interno sono stati trovati materiali facilmente infiammabili, scarti ferrosi e altri rifiuti abbandonati, che rappresentano un potenziale rischio sia per l’ambiente sia per la sicurezza pubblica. L’intervento è avvenuto in un terreno che, secondo quanto emerso, risulta di proprietà del patrimonio immobiliare dell’Asl Roma 5.
Le forze dell’ordine hanno avviato indagini per accertare le responsabilità legate allo smaltimento illecito. L’obiettivo è risalire agli autori del conferimento non autorizzato dei rifiuti e verificare eventuali violazioni ambientali e penali.
Nel corso della stessa mattinata, le operazioni si sono estese anche al controllo della circolazione veicolare. Sono state identificate 34 persone e ispezionati 4 veicoli, nell’ambito di un più ampio piano di controllo del territorio che coinvolge anche il rispetto delle normative stradali e ambientali.
L’intervento si inserisce in un contesto già noto per la presenza di problematiche legate all’abusivismo edilizio e alla gestione dei rifiuti. La zona dell’Albuccione è da tempo sotto osservazione per la presenza di insediamenti irregolari, che spesso si trovano privi di adeguati servizi e infrastrutture, creando criticità dal punto di vista igienico-sanitario e ambientale.
I carabinieri continueranno a monitorare l’area, sia per prevenire nuovi abbandoni di rifiuti sia per garantire maggiore sicurezza nella zona. Non è escluso che l’inchiesta possa allargarsi ad altri soggetti, anche in relazione alla proprietà e all’uso improprio dei terreni pubblici coinvolti.
Le autorità competenti stanno valutando l’impatto ambientale dei rifiuti rinvenuti, molti dei quali considerati pericolosi per la salute e altamente inquinanti, e si sta lavorando alla messa in sicurezza dell’area sequestrata in attesa delle decisioni della magistratura.