Smart working Atac, stop ai due giorni a settimana: troppi ritardi negli stipendi

Dopo la sperimentazione, l’azienda torna indietro: sindacati critici, rischio congestione in vista del Giubileo

Biglietto Atac Roma, protesta, scioperi

Atac ha deciso di ridurre il lavoro da remoto a un solo giorno a settimana, dopo aver rilevato gravi difficoltà operative durante la fase sperimentale che prevedeva due giornate di smart working.

La sperimentazione, durata circa 40 giorni tra novembre 2024 e gennaio 2025, è nata con l’intento di alleggerire la congestione urbana durante il periodo natalizio e in vista del Giubileo 2025, ma ha generato problemi gestionali rilevanti, in particolare nei processi amministrativi e nei pagamenti degli stipendi.

Il direttore del personale, Stramaccioni, ha spiegato le criticità durante un’audizione in commissione Mobilità tenutasi il 25 luglio. Stramaccioni ha sottolineato come, nel periodo a due giorni, i dipendenti non siano riusciti a gestire correttamente le procedure per l’emissione dei cedolini, costringendo l’azienda a organizzare una task force d’urgenza per evitare ritardi nei pagamenti, soprattutto nel mese di dicembre.

Dal 1° aprile 2025, Atac ha quindi ripristinato il modello precedente, che prevede un giorno di smart working settimanale su base fissa, con eventuali eccezioni da concordare con i responsabili.

I sindacati hanno reagito duramente alla decisione, accusando l’azienda di mancanza di trasparenza. Durante l’audizione, i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto di visionare i dati e i report interni che avrebbero giustificato il passo indietro, ma Atac non ha fornito la documentazione richiesta. I sindacati hanno quindi sollevato dubbi sull’effettiva valutazione della sperimentazione e hanno chiesto chiarezza sulle modalità di misurazione dell’efficienza durante il lavoro da remoto.

Nel frattempo, Atac ha avviato un sondaggio interno tra i dipendenti, previsto tra agosto e settembre, per raccogliere opinioni e suggerimenti sullo smart working. L’azienda ha dichiarato di voler proseguire nella ricerca di soluzioni sostenibili, ma ha subordinato il ritorno ai due giorni settimanali alla garanzia di continuità nei processi fondamentali.

I sindacati, però, ritengono il sondaggio uno strumento dilatorio, utile solo a rimandare l’estensione del lavoro agile, senza un reale impegno a modificarne la struttura. Resta dunque aperto il confronto tra le parti, anche alla luce delle esigenze logistiche legate all’afflusso per il Giubileo.

 

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