L’Italia si prepara a diventare una “grande piazza per la Palestina”. È questo il messaggio lanciato dal sindacato Usb nazionale, che ha proclamato lo stato di agitazione permanente a partire da venerdì 26 settembre, con l’intenzione di creare accampamenti stabili in cento piazze italiane in solidarietà con il popolo palestinese. L’iniziativa prende forma dopo l’attacco subito dalla Global Sumud Flotilla, definito da Usb come un “atto di guerra” che coinvolgerebbe anche il nostro Paese.
“Blocchiamo tutto” diventa una parola d’ordine ricorrente, come ribadito dal sindacato in una nota congiunta con le organizzazioni studentesche e giovanili palestinesi. La mobilitazione vuole trasformare le piazze italiane in punti di resistenza civile permanente, seguendo idealmente il viaggio della Flotilla verso Gaza e fungendo da snodo per ogni futura iniziativa solidale.
Roma sarà il fulcro della protesta, con il primo accampamento previsto a piazza dei Cinquecento, nei pressi della stazione Termini. Luogo non casuale, visto che da lì è partito lo sciopero generale del 22 settembre, una mobilitazione che ha già paralizzato la città e coinvolto migliaia di manifestanti. In quella giornata, infatti, una vera e propria marea umana ha attraversato le vie della capitale, arrivando fino alla Tangenziale Est.
Oltre alla capitale, altri presidi sono previsti in punti simbolici come Genova, nei pressi del valico 3 – area collegata alla raccolta di aiuti umanitari – mentre ogni territorio sarà libero di scegliere la propria piazza, con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’intero Paese in un’unica Piazza Gaza.
Il sindacato non esclude ulteriori scioperi generali, nel caso in cui la situazione dovesse aggravarsi. La prossima grande mobilitazione nazionale è prevista per il 4 ottobre a Roma, con appuntamento alle 14:30 a Porta San Paolo, in una manifestazione già calendarizzata, ma che ora assume nuovi connotati alla luce dell’“agitazione permanente”.
Non si è fatta attendere la reazione del governo. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha commentato duramente l’annuncio dell’Usb, definendo la strategia del sindacato “da irresponsabili” e promettendo che l’esecutivo non permetterà blocchi generalizzati o situazioni di caos. “Non bloccheranno il Paese”, ha dichiarato il leader della Lega.
La situazione appare dunque tesa, con uno scenario che potrebbe riproporre nelle prossime settimane nuove interruzioni ai servizi pubblici, manifestazioni di massa e una crescente polarizzazione dell’opinione pubblica attorno al conflitto in Medio Oriente e al ruolo dell’Italia.