l pomeriggio di giovedì 2 ottobre si è trasformato in un momento di grave scontro nel cortile e all’uscita del liceo artistico Caravillani, a Monteverde. Secondo più testimoni raccolti, l’episodio è esploso al termine di un’assemblea studentesca durante la quale era stato intonato il coro “Free Palestine”: dal vicino Tempio sono usciti alcuni adulti che avrebbero affrontato verbalmente e poi fisicamente gli studenti e alcuni insegnanti intervenuti per proteggere i ragazzi.
Le principali dinamiche ricostruite indicano che all’inizio un nucleo di persone — cinque o sei secondo il racconto di una docente — è uscito dal Tempio con atteggiamento minaccioso; poco dopo altre persone sarebbero state chiamate dall’interno della sinagoga, portando il gruppo complessivo a circa una quindicina di individui. In quella fase si sarebbero registrati spintoni, urla, strattoni e alcuni colpi, mentre gli insegnanti hanno cercato di frapporsi per evitare che la situazione degenerasse.
Una docente ha riferito all’agenzia LaPresse che l’assemblea non aveva contenuto insulti o minacce nei confronti della comunità: «Hanno preso un megafono per ricordare appuntamenti e orari legati alla Palestina, poi hanno intonato il coro e chiuso l’assemblea». Secondo questa testimonianza, non ci sarebbero stati provocazioni verbali da parte degli studenti prima dell’intervento esterno. Al contrario, la reazione sarebbe stata scatenata proprio dall’esecuzione del coro.
Fonti multiple riferiscono inoltre che, al momento dell’uscita dalla scuola, la tensione è riesplosa: almeno uno studente sarebbe stato circondato da persone vestite di nero e picchiato, con conseguenze visibili — una ragazza avrebbe perso una ciocca di capelli e un’altra sarebbe rimasta in lacrime. Gli insegnanti, impegnati a creare cordoni di protezione, hanno dichiarato di essersi trovati a dover difendere i ragazzi dalle spinte e dalle aggressioni fisiche.
Le versioni fornite dagli intervistati convergono su due punti: la protesta studentesca aveva carattere informativo e conviviale, e la reazione esterna è stata percepita come sproporzionata e aggressiva. Non risultano al momento conferme di insulti rivolti precedentemente alla comunità ebraica, mentre è certo che il confronto ha assunto presto toni fisici.
L’episodio ha avuto immediata risonanza nel quartiere e in città, riaprendo il dibattito sulle modalità di convivenza e sulle misure di sicurezza attorno agli istituti scolastici che confinano con luoghi di culto. La presenza di un Tempio adiacente alla scuola è un elemento che ha complicato la gestione della situazione, soprattutto dal punto di vista della contiguità spaziale e della rapidità con cui i soggetti coinvolti si sono trovati faccia a faccia.
Al momento non sono state rese note comunicazioni ufficiali da parte delle autorità scolastiche o delle forze dell’ordine con dettagli su denunce, indagini o provvedimenti cautelari. Dalle testimonianze emerge però la richiesta di chiarimenti e di tutela da parte del corpo docente e di genitori preoccupati, che chiedono risposte su come prevenire ulteriori episodi simili e tutelare l’incolumità degli studenti.
L’episodio al Caravillani si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazioni e tensioni che hanno attraversato la città nei giorni recenti, e solleva interrogativi sulla gestione delle manifestazioni nelle immediate vicinanze delle scuole. Gli sviluppi delle indagini e gli eventuali provvedimenti saranno determinanti per stabilire responsabilità e misure di prevenzione future.