Era nascosta tra i cavi, ben mimetizzata vicino a un’intercapedine, a pochi passi dalla macchinetta del caffè. Una microcamera è stata scoperta all’interno degli spogliatoi dei macchinisti della metro A, nei pressi della stazione di Cinecittà. Il ritrovamento ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra i lavoratori Atac, che ora pretendono risposte: “Chi ha installato quel dispositivo?”
L’oggetto è stato notato per caso da alcuni dipendenti, che ne hanno segnalato la presenza all’azienda. Sul posto sono intervenuti sia gli ispettori interni sia le forze dell’ordine, mentre Atac ha subito dichiarato la propria totale estraneità ai fatti, offrendosi di collaborare con le indagini per chiarire la provenienza e la finalità della telecamera.
Sconcerto tra i dipendenti: “È un fatto gravissimo”
Tensione alta tra i macchinisti, preoccupati per un episodio che definiscono “gravissimo” – si legge su La Repubblica. Una lettera indirizzata alla dirigenza dell’azienda chiede l’immediata apertura di un’indagine per accertare responsabilità e scopi dell’installazione.
“In base alla dichiarazione aziendale, che ha riferito di non essere coinvolta, è essenziale che il dispositivo non venga manomesso, ma conservato e consegnato alle autorità competenti”, si legge nel documento firmato da diversi lavoratori.
Un luogo privato violato: tra i dipendenti c’è anche chi teme per la privacy
La presenza della microcamera negli spogliatoi, uno spazio ritenuto inviolabile, ha acceso la rabbia dei dipendenti. “Non possiamo accettare di essere spiati in un ambiente privato. Tra noi ci sono anche donne”, affermano alcuni macchinisti.
Le indagini dovranno ora chiarire se il dispositivo fosse attivo, se abbia registrato o trasmesso dati, e da quanto tempo fosse installato. Quel che è certo è che l’episodio rischia di incrinare ulteriormente il rapporto di fiducia tra i lavoratori e l’azienda.