Blitz a Roma dopo le minacce al sindaco Gualtieri

Foto armata sui social scatena un’operazione della magistratura. L’operazione e le prime indagini

Casa comunità Roma, Roberto Gualtieri

Sono bastate poche ore dalla pubblicazione dell’inchiesta di Repubblica per far scattare la risposta dello Stato. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno dato il via a un’operazione a Valle Martella, periferia est di Roma, dove risiedono alcune delle famiglie sgomberate dalle villette abusive demolite lo scorso 28 ottobre.

L’obiettivo del blitz, partito intorno alle dieci del mattino, è identificare l’autore delle minacce rivolte al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. In particolare, gli investigatori stanno cercando di far luce sull’identità di chi si cela dietro un profilo social che ha diffuso un messaggio intimidatorio corredato da una foto con un fucile da guerra.

Il nome dietro la minaccia: Silvio Hilic

Gli inquirenti hanno inizialmente puntato su Silvio Hilic, noto esponente del clan Komarov-Hilicic, immortalato nell’immagine minacciosa. Tuttavia, nel corso delle perquisizioni si è scoperto che Hilic è attualmente detenuto. Resta da capire se l’uomo abbia avuto la possibilità di inviare il messaggio dal carcere o se qualcun altro abbia utilizzato la sua identità.

L’arma mostrata nella foto, un fucile da guerra, è anch’essa oggetto di ricerche. “Questo è per te sindaco e per la tua famiglia. Come ha buttato giù la nostra casa io butterò la sua, tempo al tempo. Lo Stato non mi fa paura”, si legge nel messaggio pubblicato da un profilo con il nome “Silvio Silvietto”.

Il clan e l’arsenale social

La foto, ora rimossa, rappresenta una doppia minaccia: un’intenzione omicida e la conferma del possesso di armi da guerra. Sugli stessi canali social, in passato, erano già comparse immagini di pistole dotate di silenziatore, segno della potenziale pericolosità del clan.

L’autore del post probabilmente pensava di agire nell’ombra, contando sull’anonimato e sul tempo. Ma l’allarme lanciato dalla stampa ha cambiato il corso degli eventi. Subito dopo la pubblicazione dell’articolo, la Procura di Tivoli ha aperto un fascicolo.

Reazione politica e solidarietà

La notizia ha scosso anche i vertici istituzionali. La premier Giorgia Meloni, insieme ai ministri Matteo Salvini e Antonio Tajani, e alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, ha espresso solidarietà a Gualtieri e alla sua famiglia.

Nel frattempo, l’autore delle minacce ha iniziato a cancellare le prove: via il video, rimossa la foto con l’arma. Tuttavia, il profilo resta attivo. L’ultimo segnale? Un like lasciato a un messaggio di incoraggiamento da parte di un’amica: “Dai Silvio sei forte supererai tutto”.

 

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