A Centocelle, nel cuore del Municipio V, nascerà il primo monumento pubblico dedicato alle vittime del genocidio palestinese. L’opera sarà installata in piazza delle Camelie grazie a una risoluzione approvata dal Consiglio municipale e presentata dal consigliere Maurizio Mattana (Sinistra Civica Ecologista). Si tratta di un’iniziativa dal forte valore simbolico, che unisce memoria, impegno politico e arte pubblica.
A firmare la scultura sono Alessandro Buccolieri e Costantino Pucci, fondatori del collettivo “Arte come sopravvivenza” e già autori del monumento “Tutti potenziali bersagli” a Porta San Paolo, dedicato alla Shoah. Il nuovo lavoro, donato gratuitamente dagli artisti, è realizzato in ferro, acciaio e bronzo, e raffigura due sagome stilizzate: un adulto e un bambino. Alle loro spalle, una lastra riflettente permetterà ai passanti di specchiarsi, diventando parte dell’opera stessa.
Centocelle simbolo di resistenza: possibile inaugurazione il 25 aprile
La scelta di Centocelle non è casuale: il Municipio V è decorato con la medaglia d’oro al valor civile per la resistenza al nazifascismo. “Non sarà solo un monumento commemorativo – spiegano gli artisti – ma un’opera attiva, che vuole incidere sul presente”. La lastra specchiante, infatti, richiama ogni osservatore alla responsabilità collettiva e alla vicinanza con il dolore dell’altro.
La risoluzione municipale chiede al Campidoglio di accettare formalmente la donazione, affidando poi gestione e valorizzazione dell’opera allo stesso Municipio V. Se l’iter amministrativo sarà rispettato, l’inaugurazione potrebbe coincidere con il 25 aprile, anniversario della Liberazione: una data carica di significato, che legherebbe simbolicamente la resistenza italiana a quella del popolo palestinese.
L’opera si pone in continuità con la scultura installata davanti alla Piramide da 25 anni, uno dei pochi monumenti romani dedicati anche alle vittime omosessuali del nazifascismo, oggi affiancata solo dall’installazione di Valeria Catania a Cinecittà. Anche stavolta, l’arte diventa gesto politico e strumento di riflessione.