Fosse Ardeatine: 82 anni dopo, la cerimonia di commemorazione delle 335 vittime

Il presidente Mattarella parteciperà all'evento in ricordo dell'eccidio del 24 marzo 1944, con la lettura delle lettere delle vittime e un momento di riflessione collettiva

Fosse Ardeatine Roma

Il 24 marzo 2026 segna l’82° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, una delle stragi più tragiche della Seconda Guerra Mondiale. Quel giorno, 335 persone, in gran parte civili, furono fucilate dai nazisti in via Ardeatina, come rappresaglia per l’uccisione di 33 soldati tedeschi da parte dei partigiani dei Gruppi di Azione Patriottica in via Rasella, solo 24 ore prima.

A Roma, il mausoleo delle Fosse Ardeatine (situato al civico 174 di via Ardeatina) ricorda le vittime di quella strage, con un monumento che simboleggia il sacrificio di più di 10 civili per ogni soldato tedesco ucciso.

Anche quest’anno, come tradizione, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parteciperà alla cerimonia di commemorazione, che si terrà alle 9.30 presso il mausoleo. Insieme a lui, saranno presenti anche il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Un momento di grande significato per tutta la cittadinanza e le istituzioni, che ricordano l’atrocità della strage.

Le letture in Campidoglio e la partecipazione della comunità universitaria

Nel pomeriggio, alle 15.00, un altro momento commemorativo avrà luogo in Campidoglio, dove sarà srotolato lo striscione con i nomi delle 335 vittime. L’evento vedrà la lettura di lettere e testimonianze delle persone arrestate e trucidate il 24 marzo 1944, per non dimenticare il dolore e la sofferenza di quei giorni. Le letture saranno affidate a studenti universitari del corso di laurea in scienze politiche e studi internazionali, che daranno voce ai racconti di chi ha vissuto la brutalità della guerra.

Alla cerimonia parteciperanno, oltre al sindaco Gualtieri, anche l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, il presidente di Anfim (Associazione Nazionale Famiglie Italiane Martiri), Francesco Albertelli, e il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun.

Il 24 marzo rimane una data fondamentale per la memoria storica di Roma e dell’Italia, un giorno in cui la città si ferma per ricordare le atrocità del passato e per onorare le vittime innocenti della brutalità del conflitto.

Redazione

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