Oltre 12mila chiamate al 112 in una sola giornata, contro una media di circa settemila. È uno dei dati che raccontano la portata dei disagi provocati giovedì dal maltempo a Roma, dove strade allagate, alberi caduti e traffico paralizzato hanno accompagnato il primo forte acquazzone della stagione, arrivato durante un’allerta gialla della Protezione civile regionale.
Il bilancio riapre il confronto sulla capacità della città di affrontare eventi meteorologici intensi. Da una parte gli assessorati ai Lavori pubblici e all’Ambiente sostengono che negli ultimi anni le criticità legate al maltempo siano diminuite. Dall’altra, il Campidoglio attribuisce quanto accaduto soprattutto all’eccezionalità delle precipitazioni, ritenute superiori alla capacità di smaltimento della rete.
Il picco di telefonate tra le 17 e le 19
Nell’arco della giornata i contatti al numero unico di emergenza sono stati 12.477. La maggiore concentrazione si è registrata tra le 17 e le 19, proprio mentre migliaia di automobilisti si trovavano sulle strade per rientrare a casa e numerose arterie erano interessate dagli allagamenti.
Spostamenti normalmente completati in una quarantina di minuti si sono trasformati in viaggi di diverse ore, mentre particolari difficoltà sono state segnalate nei sottopassi invasi dall’acqua. Sull’Ardeatina, inoltre, un albero è crollato su un’automobile, sfiorando il conducente.
La relazione dell’Autorità di bacino
A sostegno della ricostruzione legata all’intensità dell’evento meteorologico, il Campidoglio richiama una lettera inviata al sindaco Roberto Gualtieri dal segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Marco Casini. «Non si è trattato di una giornata di pioggia persistente – scrive l’Aubac – ma di un nubifragio convettivo concentrato in circa tre ore».
Secondo i dati riportati, il quadrante maggiormente investito sarebbe stato quello orientale della Capitale. A Tor Vergata sarebbero caduti 100 millimetri di pioggia in appena due ore, un quantitativo che avrebbe sottoposto il sistema di drenaggio a una pressione particolarmente elevata.
I quartieri maggiormente interessati
Tra le altre zone indicate figurano Eur, Tor Marancia, Ostiense, San Giovanni e Vallerano. Il quadro descritto dall’Autorità viene utilizzato dall’amministrazione per evidenziare il carattere eccezionale dell’evento e sostenere che gli allagamenti non possano essere ricondotti esclusivamente alla manutenzione di tombini e caditoie.
Nell’elenco, tuttavia, non compare il quartiere Aurelio, dove sono stati segnalati numerosi problemi legati all’acqua. Un’assenza che lascia aperto l’interrogativo sulle cause delle criticità registrate in quella parte della città e, più in generale, sul peso che manutenzione e intensità delle precipitazioni hanno avuto nella giornata di caos.
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