Dal Maximo al IV Miglio: tre cugini denunciati per una serie di furti d’auto

I carabinieri ritengono i giovani responsabili del furto di sette vetture, soprattutto Fiat Panda. Quattro auto sono state recuperate e restituite ai proprietari

Dall’auto rubata nel parcheggio del centro commerciale Maximo, sulla Laurentina, alle sei vetture sparite durante la notte nel quartiere IV Miglio. È il percorso investigativo seguito dai carabinieri, che hanno denunciato tre giovani rom, imparentati tra loro e ritenuti coinvolti in una serie di furti d’auto commessi a Roma.

Nel mirino sarebbero finite soprattutto utilitarie, in particolare Fiat Panda, lasciate in sosta dai residenti. Le indagini hanno portato all’identificazione di un 23enne e di due suoi cugini, una ragazza di 20 anni e un ragazzo di 18, tutti senza una dimora stabile e domiciliati nella zona di via dei Papiri.

Le indagini dei carabinieri

L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata dopo il furto di una vettura avvenuto lo scorso 3 giugno nel parcheggio della galleria commerciale Maximo. In quell’occasione i carabinieri della compagnia Roma Eur avevano identificato e denunciato un 23enne, residente nella zona del Divino Amore e già noto alle forze dell’ordine.

Gli ulteriori accertamenti condotti dai militari della stazione Roma IV Miglio Appio hanno permesso di collegare il giovane ad altri episodi avvenuti nello stesso periodo. Al termine delle indagini, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà anche i due cugini, gravemente indiziati, in concorso, del reato di furto aggravato.

Sei auto rubate al IV Miglio

I nuovi elementi sono emersi dopo una serie di furti commessi nel mese di giugno nel quartiere IV Miglio Appio, soprattutto in via della Stazione di Torricola e nelle strade vicine.

Complessivamente sono sei le auto risultate rubate nella zona. Quattro vetture sono state successivamente recuperate dai carabinieri e restituite ai legittimi proprietari, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire la destinazione degli altri mezzi.

Le immagini delle telecamere per identificare i sospettati

Per risalire ai presunti responsabili, gli investigatori hanno acquisito e analizzato le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati hanno consentito di ricostruire i movimenti dei giovani e di confrontare i loro volti con le immagini fotografiche presenti nelle banche dati delle forze di polizia. Gli elementi raccolti sono stati trasmessi alla magistratura, che procede nei confronti dei due cugini. Per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La perquisizione in via dei Papiri

Il collegamento con il furto al Maximo ha portato i carabinieri della compagnia Roma Eur a eseguire una perquisizione in un’abitazione di via dei Papiri, nella disponibilità del 23enne.

All’interno dell’alloggio i militari hanno trovato quello che è stato descritto come un vero e proprio deposito di merce ritenuta provento di altri furti. Sono stati sequestrati 70 paia di occhiali e una borsa di marchi di lusso, oltre a un orologio e diversi effetti personali sottratti durante il colpo al centro commerciale. Gli oggetti riconducibili al furto del 3 giugno sono stati successivamente restituiti ai proprietari.

Sequestrate anche tre katane e un tirapugni

Durante la perquisizione i carabinieri hanno trovato anche tre katane e un tirapugni. Le armi sono state sequestrate e saranno sottoposte agli ulteriori accertamenti previsti. Il materiale rinvenuto ha rafforzato l’ipotesi investigativa di un possibile coinvolgimento del giovane in altri episodi criminosi, anche se saranno gli sviluppi dell’inchiesta a stabilire l’effettiva provenienza della refurtiva e il ruolo dei singoli indagati.

Le ipotesi sulla destinazione delle auto

Le indagini non sono concluse. I carabinieri stanno cercando di capire se le vetture rubate fossero destinate al mercato nero dei mezzi, alla vendita di componenti oppure se venissero nascoste temporaneamente in attesa di essere cannibalizzate.

Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella secondo cui le auto sarebbero state lasciate “a raffreddare” per poi essere utilizzate nella commissione di altri furti o reati. Gli investigatori stanno inoltre verificando l’eventuale collegamento con ulteriori episodi denunciati nella Capitale.

Redazione

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