Era un’allerta meteo «gialla» quella diramata per Roma dalla Protezione civile regionale, non arancione né rossa. L’avviso annunciava «precipitazioni da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale». Fenomeni che «saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica». Gli effetti sulla Capitale sono stati però pesanti, tra alberi caduti, strade chiuse, allagamenti e traffico in tilt.
Di fronte ai disagi, le strutture capitoline rivendicano gli interventi messi in campo negli ultimi anni. Il dipartimento Lavori pubblici segnala una riduzione dell’88% delle «criticità segnalate per il deflusso delle acque meteoriche», vale a dire i problemi legati anche a tombini e caditoie ostruiti: da ottobre scorso a oggi sarebbero stati 99, contro gli 858 registrati nel biennio 2021-2022. Il dato è invece sostanzialmente stabile rispetto al periodo ottobre 2024-ottobre 2025, quando le segnalazioni erano state 105.
Gli interventi sulle griglie devono ancora partire
Resta però aperta la questione delle mille caditoie ostruite considerate prioritarie, individuate attraverso una mappatura effettuata da Ama. Gli interventi, affidati due mesi fa ad Acea Ato 2, non sono ancora iniziati e nei punti interessati l’acqua rischia quindi di accumularsi senza riuscire a defluire correttamente.
L’assessorato ai Lavori pubblici spiega che si attende la conclusione dell’appalto attualmente in corso, attraverso il quale «negli ultimi 6-8 mesi sono state pulite e verificate 2.455 caditoie; sono stati risanati tratti di fognatura delle acque bianche, sostituiti 30 pozzetti e griglie e svolte 460 ore di interventi con automezzo canaljet e 960 ore di attività con motopompe per il prosciugamento di ristagni d’acqua e allagamenti».
Quasi 60mila operazioni in tre anni
Tra il 2023 e il 2025, riferisce ancora il dipartimento, «sono stati eseguiti quasi 60 mila interventi su caditoie» di competenza capitolina e municipale. Un’attività consistente, che deve però confrontarsi con la dimensione della rete: sulla sola Grande viabilità sono presenti circa 55mila recettori idraulici.
Anche l’assessorato all’Ambiente rivendica i risultati ottenuti sul fronte della manutenzione del patrimonio arboreo. Da Porta Metronia fanno sapere che «da quattro anni a questa parte» vengono effettuate tra 50mila e 70mila potature ogni anno, un volume di interventi ritenuto adeguato per raggiungere l’obiettivo di una potatura ogni cinque anni.
Alberi caduti nonostante le potature
Il maltempo ha però provocato ancora numerosi cedimenti di alberi e rami, riportando al centro dell’attenzione la sicurezza del verde urbano. L’assessorato sottolinea che già nella scorsa stagione gli interventi collegati alle allerte meteorologiche si sarebbero dimezzati rispetto a quella precedente.
Un altro dato riguarda i cimiteri: attualmente «solo» due strutture su 11 vengono parzialmente chiuse in caso di allerta arancione, rispetto alle nove interessate in passato. Numeri che, secondo l’amministrazione, testimoniano un miglioramento delle condizioni di sicurezza.
La pulizia delle strade contro l’effetto tappo
Sul fronte della prevenzione interviene anche Ama, chiamata a rimuovere gli accumuli di foglie dalle strade e in particolare dalle zone vicine ai tombini. La municipalizzata sostiene di avere anticipato le attività: nel solo mese di agosto «sono stati eseguiti interventi su 500 tra strade e piazze per un totale di 4.200 chilometri complessivi».
Nel 2025, con 55mila chilometri di strade spazzate, l’incremento rispetto agli anni precedenti sarebbe stato del 40%. Nel quotidiano «gli interventi vengono svolti tutti i giorni su 1.200 chilometri di tratte stradali, con il triplo complessivo di passaggi (da 18.900 a 55 mila chilometri coperti) in tutti e 15 i municipi». Resta così il contrasto tra i progressi rivendicati dal Campidoglio e i disagi emersi durante l’ultima ondata di maltempo, mentre torna d’attualità anche il tema dell’adattamento climatico della città.
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