Si spegne Emma Bonino: aveva 78 anni

a politica italiana perde una delle sue figure più rappresentative: protagonista di decenni di battaglie per i diritti civili, la democrazia e le libertà individuali

Emma Bonino è morta a Roma all’età di 78 anni. La storica esponente radicale si è spenta dopo un periodo di ricovero seguito a una grave crisi respiratoria che aveva reso necessario il trasferimento in terapia intensiva. Nei giorni precedenti era stata successivamente accolta in una struttura privata della Capitale, dove sono arrivate le notizie della sua scomparsa.

Il ricordo dei Radicali: “Una vita al servizio delle libertà”

La notizia della morte è stata comunicata dal suo staff attraverso parole di profondo cordoglio, sottolineando il ruolo centrale avuto da Bonino nella storia politica italiana e internazionale. “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai”, è stato il messaggio scelto per ricordare una figura considerata simbolo di coerenza, indipendenza e impegno civile.

Nel ricordo dei suoi collaboratori emerge il ritratto di una donna che ha dedicato gran parte della propria vita alle battaglie contro ogni forma di limitazione della libertà personale. Dall’aborto clandestino alla fame nel mondo, dalla difesa dei diritti umani alla lotta contro l’autoritarismo, il percorso politico di Emma Bonino è stato segnato da numerose campagne sociali e istituzionali.

La sua attività si è sviluppata lungo decenni attraverso iniziative legate alla democrazia, allo Stato di diritto, alla giustizia internazionale e all’autodeterminazione delle persone. Tra i temi più importanti del suo impegno anche la costruzione di un’Europa più unita e federale, sostenuta attraverso un lungo percorso politico e culturale.

Una carriera politica lunga oltre cinquant’anni

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino si era laureata in Lingue e Letterature moderne all’Università Bocconi di Milano nel 1972. Pochi anni dopo aveva iniziato il suo percorso istituzionale entrando alla Camera dei deputati nel 1976 come rappresentante del Partito Radicale.

Durante gli anni Settanta e Ottanta aveva avuto un ruolo importante nella promozione di campagne referendarie e iniziative sui diritti civili. Tra le battaglie più note figurano quelle legate alla legge sull’aborto in Italia e al contrasto dell’energia nucleare attraverso gli strumenti della partecipazione popolare.

Nel 1978 aveva fondato l’associazione Food and Disarmament International, impegnata nella campagna contro la fame nel mondo. Successivamente aveva consolidato la propria presenza nelle istituzioni europee, venendo eletta al Parlamento europeo nel 1979 e confermata negli anni successivi. Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche incarichi di governo. Nel 2006 era stata nominata ministro per il Commercio internazionale e le Politiche europee nell’esecutivo guidato da Romano Prodi.

L’impegno internazionale per i diritti umani

Parallelamente all’attività politica nazionale, Bonino aveva costruito una forte presenza sul piano internazionale. Tra gli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila aveva promosso campagne per l’istituzione di tribunali contro i crimini di guerra nell’ex Jugoslavia e in Ruanda, oltre alle iniziative per la nascita della Corte penale internazionale.

Il suo impegno aveva riguardato anche la moratoria universale sulla pena di morte e la difesa dei diritti delle donne. La campagna contro le mutilazioni genitali femminili aveva portato all’approvazione di una risoluzione delle Nazioni Unite nel 2012 per il contrasto globale di questa pratica.

Nel corso della sua vita aveva ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il Premio Principe de Asturias per la cooperazione internazionale nel 1998, il Premio Presidente della Repubblica nel 2003 e l’Atlantic Council Freedom Award nel 2012.

Il cordoglio delle istituzioni italiane ed europee

La scomparsa di Emma Bonino ha suscitato reazioni trasversali nel mondo politico. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ricordato una personalità capace di incidere profondamente sulla vita civile italiana, sottolineando il valore delle sue battaglie per la libertà e la dignità delle persone.

Anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha espresso il proprio cordoglio, definendo Bonino una protagonista della storia politica italiana ed europea, riconoscendone la determinazione e la capacità di difendere le proprie convinzioni.

Numerosi i messaggi arrivati anche dai vertici nazionali ed europei. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato il peso avuto da Bonino nella politica italiana, pur evidenziando le diverse sensibilità politiche che le hanno separate. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha invece sottolineato il contributo dato alla costruzione dell’Europa, ricordando il suo ruolo come parlamentare europea e commissaria.

Redazione

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