Aumenta la preoccupazione a Barberini e in tutta Roma dopo il sanguinoso attentato avvenuto a Bondi Beach durante una celebrazione ebraica. Le autorità hanno rafforzato da questa mattina i controlli nei pressi dei luoghi simbolo della comunità ebraica, in particolare in vista della cerimonia di Hanukkah in piazza Barberini, prevista oggi alle 18.
Il tradizionale rito dell’accensione del candelabro a nove braccia, organizzato dal Movimento Chabad-Lubavitch, vedrà la partecipazione di importanti figure istituzionali: la premier Giorgia Meloni, il sindaco Roberto Gualtieri e l’ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta. Una presenza che ha portato a un potenziamento delle misure di sicurezza in modo significativo.
Timori di emulazione dopo l’attacco a Sydney
Le immagini provenienti da Sydney, dove due uomini hanno fatto fuoco uccidendo dodici persone tra cui il rabbino Eli Schlanger, hanno scosso profondamente l’opinione pubblica. “Il pericolo è dentro le nostre città”, ha dichiarato Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
A Roma, già dall’attacco di Hamas del 7 ottobre, la sicurezza attorno agli edifici frequentati dalla comunità ebraica era stata rafforzata: sinagoghe, scuole, consolati e piazze sono ora sotto stretta sorveglianza.
A Barberini simbolo di speranza e reazione all’odio
La zona di Barberini, così come il Ghetto e piazza Bologna, sarà uno dei cuori pulsanti della Festa delle Luci. Le forze dell’ordine presidieranno ogni accesso, in risposta a un clima di crescente minaccia.
“La comunità Ebraica di Roma si stringe alla Comunità e a Chabad di Bondi per la morte di Rav Eli Schlanger”, ha dichiarato Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “L’odio antiebraico non ha confini ed è, ovunque, la conseguenza di un clima alimentato dalle menzogne della propaganda Pro-Pal”.
“La luce di Hanukkah non si spegne”
Fadlun ha poi citato le immagini dei prigionieri nei tunnel di Gaza che accendono le candele prima di essere uccisi: “Quella luce resta accesa nei momenti bui della storia, nessuno riuscirà mai a spegnerla. È la luce che illumina noi ebrei e che dovrebbe illuminare chiunque abbia a cuore il destino della civiltà”.
Infine, un appello al mondo politico: “Ci aspettiamo condanne unanimi e incondizionate. L’odio cavalcato per fini politici diventa sangue e violenza. Questo non è più tollerabile”.