Roma, il Tar annulla parte della graduatoria per le licenze taxi

La decisione del tribunale apre nuove incertezze per il Comune e i tassisti: la distribuzione delle licenze rischia di slittare ulteriormente

taxi

La recente sentenza del Tar del Lazio ha messo in discussione parte del bando per l’assegnazione di 1.000 nuove licenze taxi a Roma. Il tribunale ha accolto il ricorso di circa 70 tassisti che avevano scelto l’”opzione tre” nel concorso per l’ottenimento di una nuova licenza.

Questa opzione permetteva ai candidati di concorrere sia per le licenze ordinarie sia per quelle destinate al trasporto disabili, ma una volta stilate le graduatorie, chi aveva optato per questa scelta si era ritrovato sistematicamente in fondo a entrambe le classifiche, indipendentemente dal punteggio ottenuto. Una decisione che il Comune considerava conforme al bando, ma che i ricorrenti hanno contestato, ottenendo infine ragione.

Un effetto domino che complica la situazione

La vittoria dei ricorrenti potrebbe generare un effetto domino significativo. Molti dei candidati che avevano scelto l’opzione tre, pur avendo ottenuto punteggi elevati, erano stati esclusi dalle licenze ordinarie, ma ora potrebbero accedere a quelle più ambite. Questo comporterebbe il “rientro” nella graduatoria per le licenze ordinarie, spingendo fuori alcuni dei 176 tassisti che, in questi mesi, avevano già ricevuto la comunicazione per il pagamento della licenza, con costi che variano tra i 58.500 euro e i 75.500 euro, a seconda del tipo di licenza.

In particolare, i tassisti che hanno già versato le somme richieste rischiano di trovarsi senza lavoro, se non interviene un nuovo provvedimento da parte del Comune. Già si parla di un possibile ampliamento delle licenze per arginare i danni, ma la situazione resta complessa. Rimane inoltre il problema delle licenze per il trasporto disabili: l’ingresso dei ricorrenti nella graduatoria ordinaria lascerebbe vuoti nei posti disponibili per le licenze speciali, con un numero di candidati per questo tipo di licenza che risulta essere nettamente inferiore rispetto alla domanda.

Il Comune prepara il ricorso al Consiglio di Stato

In seguito alla decisione del Tar, il Comune di Roma ha annunciato l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato, ma il successo di questa azione non è affatto scontato. La possibilità che le licenze vengano assegnate come previsto dal bando iniziale appare ora incerta, con il rischio di un ulteriore slittamento dei tempi.

I ristori per i tassisti già operativi a Roma

Non solo i neo-tassisti sono in attesa di risposte: anche i professionisti già operanti nella capitale sperano di ricevere il ristoro previsto dal Comune, che ammonta all’80% degli incassi delle nuove licenze. Questo aiuto, pari a circa 7.000 euro, è stato pensato per compensare l’aumento della concorrenza derivante dall’ingresso di nuovi operatori. Tuttavia, i tassisti che si aspettavano il pagamento tra gennaio e febbraio ora dovranno probabilmente attendere ancora, poiché il trasferimento dei fondi è vincolato all’effettiva assegnazione delle licenze, un processo che potrebbe subire ritardi a causa del ricorso.

Le reazioni sindacali e le prospettive per il futuro

I Cobas Taxi, che avevano sostenuto i ricorrenti sin dall’inizio della vertenza, hanno accolto con soddisfazione la sentenza del Tar, definendo il risultato un’importante vittoria per i diritti dei lavoratori e per la trasparenza del processo di assegnazione delle licenze. In una nota, i sindacalisti hanno ribadito l’impegno a tutelare i diritti dei tassisti, annunciando che continueranno a vigilare sull’applicazione della sentenza e sulle decisioni future.

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