Nonostante un trend in miglioramento, anche per il 2026 Roma si conferma “capitale” delle buche in Italia. Lo rileva il report dell’International Center for Social Research (ICSR), commissionato da Castiglioni Gomme, che ha analizzato la pericolosità stradale nelle principali città italiane.
Il dato si basa su un indicatore che incrocia numero di incidenti, tasso di incidentalità e spesa pro capite per la manutenzione. Roma guida la classifica con un valore pari a 367,72, in calo del 18,35% rispetto al 2025, seguita da Milano (260,75) e Genova (153,54).
Le buche di Roma: un problema storico, ora in lenta ripresa
La situazione resta critica, ma si registra un miglioramento. Secondo i dati Istat relativi al primo semestre del 2025, a livello nazionale gli incidenti con lesioni sono calati dell’1,3%, i feriti dell’1,2% e le vittime del 6,8% rispetto all’anno precedente.
A Roma, il miglioramento è attribuito agli interventi di manutenzione avviati dal Campidoglio, con il Piano Strade partito a dicembre 2021. A fine 2025, circa 700 km di grande viabilità sono stati riqualificati, pari a oltre l’80% del programma, con 340 milioni di euro già spesi.
Un nuovo modello per la manutenzione urbana
Accanto alla viabilità principale, anche le strade municipali sono state oggetto di investimenti. I 15 municipi dispongono di 450 milioni di euro in cinque anni, oltre alle risorse giubilari per marciapiedi e strade secondarie.
Con due nuove gare d’appalto da 720 milioni di euro, l’amministrazione punta ora a unificare la gestione della rete stradale, superando la divisione tra arterie principali e secondarie. Risorse per Roma agirà come stazione appaltante unica, mentre i municipi e il Dipartimento Lavori Pubblici manterranno ruoli di coordinamento.
Un cambio di passo per ridurre le buche e aumentare la sicurezza su tutta la rete urbana.