Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) introduce un nuovo strumento di sostegno per il sistema dell’innovazione nazionale. Con l’adozione del decreto attuativo, vengono definite modalità e tempistiche per accedere al credito d’imposta dell’8% destinato a incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative.
L’agevolazione riguarda sia gli investimenti effettuati in forma diretta, sia quelli realizzati indirettamente tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società focalizzate prevalentemente su startup innovative. Il provvedimento, previsto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, dispone risorse pari a 1,8 milioni di euro all’anno.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 30 marzo 2026, fino a esaurimento dei fondi disponibili, inviando l’istanza all’indirizzo PEC dedicato e compilando l’apposito modulo elettronico.
L’obiettivo della misura è rafforzare il tessuto innovativo del Paese, incentivando gli investimenti nel capitale sociale delle startup. Il contributo si concretizza in un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile, con un tetto massimo fissato a 500mila euro per ciascun periodo d’imposta. È inoltre previsto l’obbligo di mantenere gli investimenti per almeno tre anni.
Il beneficio è concesso nel rispetto del regime de minimis, con un limite complessivo di 300mila euro nell’arco di tre anni, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dal periodo d’imposta in cui viene riconosciuto. Non è previsto alcun rimborso né la possibilità di cessione o trasferimento del credito a terzi.
Per accedere all’incentivo, i soggetti richiedenti devono risultare attivi e regolarmente iscritti al Registro delle Imprese. Restano esclusi dal beneficio le imprese in difficoltà, in liquidazione volontaria o soggette a procedure concorsuali con finalità liquidatoria, così come i soggetti che non hanno regolarizzato eventuali aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea. Esclusione prevista anche per chi è destinatario di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o si trova in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche. Consultare il sito del MIMIT per approfondimenti.