Roma, metro D e nuovi tram in attesa di fondi: i progetti restano bloccati

Roma punta su metro D, prolungamenti delle linee A e B e nuove tranvie, ma mancano i fondi statali per realizzare numerosi progetti di mobilità

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Il potenziamento del trasporto pubblico di Roma passa attraverso un programma di infrastrutture che comprende nuove metropolitane, collegamenti tranviari, ampliamenti delle linee esistenti e sistemi più moderni per controllare gli accessi alle stazioni. Un piano articolato che, tuttavia, deve ancora superare un ostacolo fondamentale: la disponibilità delle risorse economiche necessarie per trasformare i progetti in cantieri.

L’amministrazione capitolina, guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, ha delineato insieme all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè diverse iniziative destinate a modificare la rete dei collegamenti cittadini. Alcune opere hanno già raggiunto una fase operativa, mentre altre attendono finanziamenti ministeriali anche soltanto per completare la progettazione.

La distanza tra gli interventi annunciati e quelli effettivamente finanziati rimane quindi significativa. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti rappresenta uno degli interlocutori decisivi per il futuro delle principali opere previste nella Capitale.

Metro D, il progetto più costoso per la Capitale

Tra gli interventi più ambiziosi figura la realizzazione della linea D della metropolitana, un’infrastruttura destinata a collegare il quadrante dell’Eur con l’area della Nomentana, attraversando diversi settori strategici della città.

Il progetto, discusso da circa vent’anni, è tornato al centro del dibattito dopo le dichiarazioni del sindaco Gualtieri relative all’inserimento di una fermata nell’area di Monteverde.

L’ipotesi di tracciato, però, non corrisponde ancora a un’opera pronta per essere realizzata. Prima dell’apertura dei cantieri sarà necessario completare il progetto di fattibilità tecnico-economica, per il quale Roma ha richiesto 174 milioni di euro al ministero delle Infrastrutture.

Si tratta soltanto della prima parte dell’impegno finanziario. La costruzione dell’intera linea richiederebbe infatti una cifra stimata intorno ai 9 miliardi di euro, rendendo la metro D uno degli investimenti più impegnativi tra quelli programmati per la mobilità cittadina.

Anche un eventuale finanziamento della progettazione non garantirebbe quindi l’avvio immediato dei lavori, perché resterebbe da individuare la copertura economica necessaria alla realizzazione dell’infrastruttura.

Metro A, due nuove fermate oltre Battistini

Una situazione differente riguarda il prolungamento della linea A, che presenta uno stato di avanzamento progettuale maggiore rispetto ad altri interventi.

L’obiettivo del Campidoglio è estendere il percorso oltre l’attuale capolinea di Battistini, aggiungendo due stazioni, Bembo e Torrevecchia, per migliorare l’accessibilità del trasporto su ferro nella zona nord-occidentale della Capitale.

L’idea non è recente: le prime ipotesi di ampliamento risalgono al 1973, ma nel corso dei decenni non si è arrivati alla realizzazione dell’opera.

Nel luglio 2026 è stato completato il progetto di fattibilità, successivamente trasmesso al governo per ottenere le risorse necessarie alla costruzione.

Il costo previsto è di circa 830 milioni di euro. Secondo il quadro riportato, tuttavia, il finanziamento richiesto al ministero non risulta ancora assegnato.

Il completamento della fase progettuale costituisce dunque un avanzamento amministrativo, ma non consente di definire una data certa per l’apertura dei cantieri.

Metro B, il collegamento verso Setteville richiede circa 4 miliardi

Ancora più complesso appare il percorso per estendere la linea B oltre Rebibbia, raggiungendo il territorio di Setteville.

L’intervento prevederebbe circa otto chilometri di nuovi binari e sei stazioni, ampliando il servizio metropolitano verso un’area oggi non direttamente collegata alla rete sotterranea.

Per procedere con gli studi preliminari e predisporre il progetto di fattibilità tecnico-economica, Roma ha avanzato una richiesta di 83 milioni di euro.

L’eventuale assegnazione di questa somma permetterebbe di sviluppare la progettazione, senza però finanziare la costruzione.

Per realizzare materialmente il prolungamento sarebbero infatti necessari ulteriori 4 miliardi di euro circa.

Il collegamento tra Rebibbia e Setteville si trova pertanto in una fase meno avanzata rispetto all’estensione della metro A, con tempi di realizzazione ancora difficili da determinare.

Nuovi tram a Roma, quasi 35 chilometri di rete aggiuntiva

Il programma di ampliamento del trasporto pubblico non riguarda soltanto le metropolitane. Un ruolo centrale è riservato anche alle tranvie, considerate parte integrante della futura rete cittadina.

L’amministrazione ha presentato al ministero un pacchetto di interventi del valore complessivo di 1,6 miliardi di euro, finalizzato alla costruzione di 34,8 chilometri di nuovi collegamenti tranviari.

Tra le infrastrutture indicate figurano:

  • Ponte Mammolo–Tiburtina: 3,8 chilometri, con un investimento stimato di 124 milioni di euro.

  • Piazza Mancini–Vigna Clara: 3 chilometri, per circa 107 milioni.

  • Anagnina–Tor Vergata–Torre Angela: 9 chilometri, con una previsione di spesa di 412 milioni.

  • Giardinetti–Tor Vergata–scambiatore A1 sud: 3 chilometri, per 114 milioni.

  • Tangenziale tranviaria Trastevere–Laurentina: 8,5 chilometri, con un costo indicato di 371 milioni.

  • Laurentina–Subaugusta: un ulteriore collegamento previsto nel programma di sviluppo della rete.

Particolarmente rilevante è il progetto che interessa il collegamento tra Trastevere e Laurentina. Il tracciato ipotizzato attraverserebbe assi urbani importanti, tra cui viale Marconi e viale Giustiniano Imperatore, per raggiungere l’Eur e favorire l’interscambio con la linea B della metropolitana.

Il percorso coinvolgerebbe anche l’area del parco dell’Appia Antica, introducendo nuove connessioni tra quartieri attualmente serviti soprattutto dalla mobilità su gomma.

Se tutte le infrastrutture programmate venissero completate, l’estensione della rete tranviaria romana arriverebbe sostanzialmente a raddoppiare rispetto a quella attualmente in esercizio.

Il problema rimane però la copertura finanziaria: le risorse richieste allo Stato non risultano ancora disponibili.

Le tranvie già avviate e quelle prossime ai cantieri

Non tutti gli interventi tranviari si trovano nella stessa situazione.

La linea lungo viale Palmiro Togliatti è già interessata da lavori, mentre per i collegamenti Termini–Tor Vergata e Verano–Tiburtina sono stati annunciati gli imminenti avvii delle attività di cantiere.

Queste opere rappresentano una parte più concreta del processo di rafforzamento del trasporto su ferro, a differenza dei collegamenti aggiuntivi che attendono ancora lo stanziamento delle risorse.

L’estensione verso lo scambiatore autostradale A1 sud, per esempio, costituirebbe un possibile sviluppo futuro della tranvia Termini–Tor Vergata, aumentando le possibilità di interscambio nella periferia orientale.

Tornelli antiscavalco, mancano 28 milioni di euro

Accanto alla costruzione di nuove infrastrutture, il Campidoglio intende intervenire anche sulla gestione degli accessi alla metropolitana.

Il progetto prevede l’installazione di tornelli antiscavalco nelle 75 stazioni della rete, con dispositivi destinati a controllare sia l’ingresso sia l’uscita dei passeggeri.

L’investimento necessario è stato quantificato in 28 milioni di euro, richiesti nell’ambito delle proposte di finanziamento presentate nel 2025.

Anche per questo intervento, tuttavia, non sono arrivati i fondi statali attesi.

Di conseguenza, Atac sta valutando soluzioni finanziarie alternative per consentire l’installazione dei nuovi apparati senza dipendere esclusivamente dallo stanziamento ministeriale.

L’iniziativa rientra nel più ampio obiettivo di contrastare gli accessi irregolari e migliorare il controllo dei flussi all’interno delle stazioni.

Trasporto pubblico e abbonamenti a 50 euro, la proposta di Gualtieri

La questione delle infrastrutture si inserisce in un confronto politico più ampio sulle risorse da destinare alla mobilità urbana.

Roberto Gualtieri, anche nella sua veste di presidente di Ali, la Lega delle autonomie locali, ha avanzato una proposta nazionale che prevede un piano da 5 miliardi di euro per sostenere il trasporto pubblico.

Tra le misure ipotizzate compare l’introduzione di abbonamenti al costo di 50 euro, accompagnata da nuovi finanziamenti per rafforzare i servizi e le infrastrutture.

La proposta punta a intervenire sia sull’accessibilità economica del trasporto collettivo sia sulla capacità delle amministrazioni locali di programmare investimenti.

Per Roma, il tema assume una particolare rilevanza anche in vista delle elezioni comunali del 2027, quando il futuro della mobilità potrebbe diventare uno degli argomenti centrali del confronto tra le forze politiche.

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