Durante la sua visita ufficiale in Italia, re Carlo III ha pronunciato un discorso alle Camere riunite a Montecitorio, sorprendendo l’Aula con un italiano quasi perfetto e diversi riferimenti culturali e affettuosi verso il nostro Paese.
Il sovrano, 76 anni, ha esordito con un saluto rivolto alle istituzioni italiane e un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Ringrazio il presidente Mattarella per il suo gentile invito a compiere una visita di Stato in Italia”. “È molto importante per la regina e per me tornare in Italia dopo l’incoronazione. Il momento è ancora più speciale dato che oggi (mercoledì 9 aprile 2025, ndr) ricorre anche il nostro ventesimo anniversario di matrimonio”.
L’omaggio all’Italia e alla cultura europea
Nel corso del suo intervento, re Carlo ha voluto omaggiare l’Italia non solo per la sua ospitalità, ma anche per l’enorme contributo culturale offerto al mondo: “Un terzo delle opere di Shakespeare – dice – è stato ambientato qui in Italia”. “Noi abbiamo beneficiato enormemente della vostra influenza” in vari settori, “spero solo che ci perdonerete se ogni tanto corrompiamo la vostra meravigliosa cucina”. “Noi siamo due popoli e due nazioni le cui storie sono intrecciate tra loro e con quelle del continente europeo. Siamo entrambi paesi europei dopotutto”.
Con tono ironico e affabile, il re ha poi concluso: “Spero di non rovinare la lingua di Dante”. L’intervento ha suscitato applausi e apprezzamenti da parte dei parlamentari italiani, sottolineando il valore simbolico e culturale della visita del sovrano nel nostro Paese.