Le autorità proseguono senza sosta le indagini sul duplice ritrovamento avvenuto a Villa Doria Pamphilj, dove i corpi senza vita di una neonata e di una donna sono stati scoperti a poca distanza l’uno dall’altro. Le ricerche si stanno concentrando su due fronti principali: l’analisi autoptica affidata ai medici legali e la ricostruzione del recente passato delle vittime, con l’obiettivo di stabilire il loro rapporto e le cause esatte del decesso.
Il corpo della bambina, di circa sette mesi, è stato trovato nella boscaglia nei pressi del quarto ingresso di viale Vittorio Nenni, in una zona compresa tra via Leone XIII e via Aurelia Antica. A circa cento metri di distanza, dentro un sacco, è stato poi rinvenuto il cadavere di una donna, grazie alla segnalazione di una passante. Gli inquirenti ipotizzano che si tratti della madre della piccola, ma solo gli esami genetici potranno confermare la parentela.
Oltre all’identità e al legame tra le due vittime, resta da chiarire in quale struttura ospedaliera sia nata la bambina. Questo passaggio è considerato cruciale per risalire a eventuali documentazioni e verificare se la madre fosse seguita da servizi sanitari o sociali.
Le telecamere di videosorveglianza installate nella zona potrebbero fornire elementi decisivi per individuare eventuali sospetti, e sono attualmente al vaglio della Squadra Mobile, che opera sotto il coordinamento del sostituto procuratore Antonio Verdi. L’analisi dei filmati mira a stabilire se esista una registrazione utile che possa condurre all’identificazione del responsabile.
Nel frattempo, il quartiere Monteverde è scosso da quanto accaduto, e tra i residenti cresce un diffuso senso di insicurezza. Villa Pamphilj, uno dei polmoni verdi più amati della capitale, si ritrova oggi al centro di una vicenda drammatica che ha turbato profondamente la comunità locale.