Roma, lo Stadio Flaminio trasformato in discarica temporanea

Tra rottami e materiali di scena di un film, l’area esterna dell’impianto sportivo è diventata un deposito visibile ma inaccessibile. Il Campidoglio promette lo sgombero

Stadio Flaminio

Lo Stadio Flaminio di Roma, un tempo simbolo dello sport cittadino, oggi si presenta in parte come una discarica temporanea. Accanto alle vecchie strutture e agli accessi un tempo gremiti di tifosi, si accumulano frigoriferi, materassi sfondati, cucine industriali, mobili rotti, carrelli, quadri accatastati e persino un trattore sventrato, coperto da rovi.

Due colonne di legname alte tre metri dominano una zona chiusa con catene e lucchetti, inaccessibile ma ben visibile dall’esterno. È il risultato di una concessione temporanea per l’utilizzo dell’area come deposito di scenografie cinematografiche, ma secondo i presenti c’è chi avrebbe approfittato per scaricare rifiuti abusivamente.

Cumuli di oggetti ingombranti lungo il perimetro

Percorrendo il perimetro esterno dell’impianto, in particolare nella zona tra Piazzale Ankara e gli ingressi 31 e 35, si notano cumuli di oggetti ingombranti. A pochi passi dall’Auditorium Parco della Musica, si intravedono finestre divelte, bottiglie, divani, culle, sacchi di cemento, tubi di plastica, oltre a pneumatici di mezzi pesanti, cucine smontate, cassette della frutta, ferraglia e pallet.

Tra questi materiali spiccano componenti scenici utilizzati per il film The Dog Stars di Ridley Scott, girato in ambientazioni post-apocalittiche nella Capitale. Il Campidoglio conferma che si tratta di una concessione temporanea, e che il materiale verrà rimosso nei prossimi giorni.

Presidi di sicurezza e sospetti su scarichi abusivi

Nonostante l’area sia sotto sorveglianza privata, con personale presente h24 e veicoli di una società di sicurezza visibili all’esterno, un guardiano afferma che sono frequenti scarichi irregolari da parte di sconosciuti, che lanciano materiali oltre le inferriate. “La scorsa settimana hanno buttato di tutto”, racconta, seduto su una sedia di plastica sotto il sole cocente.

Dal Comune di Roma, proprietario dello stadio, giunge la rassicurazione che tutto il materiale verrà presto sgomberato, ma la situazione ha già destato preoccupazione tra i cittadini e nelle zone limitrofe, come il quartiere Flaminio, dove turisti e visitatori frequentano quotidianamente musei e spazi culturali come il MAXXI.

Un simbolo da recuperare: lo stadio e l’opera dimenticata

Mentre prosegue il dialogo tra il Campidoglio e la S.S. Lazio per la riqualificazione dello Stadio Flaminio, l’area esterna rischia di essere dimenticata. Poco distante dal deposito, è crollata la scorsa settimana anche l’installazione “Goal” di Mario Ceroli, realizzata per i Mondiali del 1990 e mai restaurata.

Il degrado attuale riaccende il dibattito sul futuro dell’impianto, che versa da anni in stato di abbandono, nonostante i progetti e le promesse. La riqualificazione, ora più che mai, appare urgente non solo per lo sport, ma per il decoro urbano della città.

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