Come ogni volta che si vota, che si tratti di elezioni politiche o di referendum sulla giustizia, immancabili emergono criticità, segnalazioni e denunce su possibili irregolarità. Anche in questa occasione, durante il voto per la riforma costituzionale, non sono mancati episodi controversi, alcuni dei quali sono stati registrati a Roma. Si segnalano, infatti, problemi legati al voto dei rappresentanti di lista e a presunti episodi di propaganda da parte dei sostenitori del “Sì”. Le denunce, in particolare, riguardano seggi in alcuni quartieri della capitale.
Voto fuori dalle urne a Don Bosco
Una delle principali denunce arriva dal segretario romano di Rifondazione Comunista, Giovanni Barbera, che ha segnalato un episodio grave nel seggio di via Spurinna 152, nel quartiere Don Bosco. Qui, le barriere architettoniche presenti nel seggio hanno costretto i presidenti di seggio a consentire una modalità di voto che sarebbe irregolare, almeno sulla carta. Come spiega Barbera, “lo spostamento di alcune sezioni al primo piano e l’assenza di ascensori hanno indotto alcuni presidenti a far votare elettori con disabilità motoria fuori dall’aula della sezione, portando le schede all’esterno”. Questo, secondo l’esponente politico, rappresenta una violazione grave, poiché la normativa elettorale stabilisce che il voto debba essere espresso all’interno della sezione elettorale, per garantire la libertà e la segretezza del voto.
Barbera ha quindi richiesto l’intervento immediato della Prefettura, sollecitando chiarimenti urgenti sulle procedure da seguire, nonché il rispetto delle normative da parte dei presidenti di seggio e del personale comunale. “Si tratta di un fatto gravissimo”, ha ribadito, chiedendo che la situazione venga risolta al più presto.
Ostacoli al voto dei rappresentanti di lista
Un altro problema segnalato riguarda gli ostacoli al voto dei rappresentanti di lista. A Centocelle, Barbera ha riferito di aver riscontrato difficoltà all’apertura preliminare di una sezione elettorale, dove i rappresentanti di lista sono stati inizialmente identificati e allontanati. Solo dopo alcune proteste, sono stati riammessi. “Ricordiamo che i rappresentanti di lista hanno diritto ad assistere a tutte le operazioni elettorali”, ha sottolineato Barbera. Ma non è finita qui: secondo quanto riportato, in diversi seggi sarebbero stati posti ostacoli al voto dei rappresentanti di lista, anche presso le sezioni in cui erano stati designati.
Barbera ha poi ricordato che, ai sensi della normativa vigente, i rappresentanti di lista possono votare nella sezione dove svolgono le loro funzioni, anche se sono iscritti in altre sezioni, a garanzia della continuità della vigilanza sulle operazioni di voto.