Mentre si lavora per incrementare la raccolta differenziata in città, si procede con lo sviluppo della nuova impiantistica dedicata all’umido, finanziata dal decreto Aiuti. Alessandro Filippi, direttore generale di Ama, ha aggiornato sull’iter durante l’ultima seduta della commissione capitolina Ambiente.
“Siamo alla vigilia dell’aggiudicazione delle due gare per la realizzazione dei due impianti a doppio trattamento, con biodigestione anaerobica e successivo compostaggio, di Casal Selce e Cesano”, ha spiegato Filippi.
Cronoprogramma e obiettivi
Il decreto prevede l’aggiudicazione delle gare per gli impianti di Casal Selce e Cesano, oltre a quelli per il multimateriale (plastica, vetro e metalli) di Rocca Cencia e Ponte Malnome, entro settembre 2024. I lavori dovrebbero iniziare entro l’inizio del 2025, forse anche prima, con l’obbligo di attivare gli impianti entro il 31 dicembre 2026.
Capacità e benefici degli impianti
I due impianti di Casal Selce e Cesano tratteranno 200mila tonnellate di rifiuti biodegradabili. Questo permetterà ad Ama di gestire il 70% della produzione complessiva attesa di umido, valorizzando il rifiuto organico attraverso la produzione di biogas e biometano grazie alla biodigestione anaerobica. “Potremo sostituire il combustibile dei mezzi della flotta Ama con biometano, oltre a produrre circa 25mila tonnellate di compost per le aziende agricole della città”, ha aggiunto Filippi.
Avanzamento dei lavori
Secondo il cronoprogramma, l’iter per la realizzazione dei due impianti procede regolarmente. Lo scorso marzo, Invitalia ha pubblicato la gara da 192,3 milioni di euro per individuare i costruttori, con sei proposte per l’impianto di Casal Selce e cinque per quello di Cesano. La commissione di gara sta attualmente valutando la documentazione presentata.
Proteste dei comitati di quartiere
Nonostante i progressi, le proteste dei comitati del quartiere non si placano. Nel marzo scorso, in municipio XIII, i cittadini hanno manifestato contro gli impianti durante un incontro con l’assessora Sabrina Alfonsi e il direttore generale di Ama, Alessandro Filippi. Nonostante le spiegazioni sul funzionamento e l’impatto ambientale degli impianti, i cittadini presenti hanno espresso forte dissenso. Il comitato Difendiamo Casal Selce, insieme a movimenti ambientalisti, ha presentato quattro ricorsi al Tar contro l’impianto.