Il maxi incendio che ha devastato il “pratone” di Torre Spaccata e Cinecittà non ha causato solo quattro soccorritori feriti, ma ha anche provocato la morte di numerosi animali selvatici che avevano trovato rifugio nell’area verde. Questo triste scenario si è ripetuto anche in altri recenti incendi che hanno colpito Roma, tra cui quello che ha devastato la collina di Monte Mario, noto habitat per scoiattoli, e l’incendio del 11 agosto al fosso della Magliana. L’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) ha dichiarato che i danni al patrimonio faunistico causati dalle fiamme sono “incalcolabili”.
Secondo l’organizzazione animalista, è difficile quantificare con precisione le vittime animali degli incendi, ma è certo che molte specie sono state colpite. Gli animali, come scoiattoli, gatti randagi e topi di campagna, sono stati definiti “vittime dell’incuria” e della “mancata manutenzione del territorio”. La portata del fenomeno è tale che risulta impossibile stimare il numero esatto di animali morti a causa delle fiamme.
Gli animali selvatici, spesso ignorati nei resoconti dei danni causati dagli incendi, sono morti nei boschi, sottoboschi e radure di Roma, senza che si presti loro l’attenzione che meritano. L’Oipa ha sottolineato che questi animali sono “esseri senzienti” e rappresentano un patrimonio indisponibile dello Stato, che dovrebbe essere tutelato nell’interesse della comunità nazionale e internazionale, come previsto dalla legge.