Grave atto vandalico nella notte tra il 20 e il 21 febbraio al liceo classico Manara di Roma. Un gruppo non identificato ha bloccato i cancelli della scuola con schiuma epossidica, impedendone l’apertura. Non contenti, i vandali hanno scavalcato il muretto per appendere uno striscione offensivo contro il collettivo studentesco Manariota, accusato di aver reso la scuola “judenfrei”, termine di origine nazista utilizzato per indicare un’area liberata dagli ebrei durante l’Olocausto.
Il blitz vandalico e le indagini
L’atto intimidatorio è stato scoperto alle 7:30 del mattino, quando il personale scolastico ha trovato due cancelli sigillati. L’accesso è stato comunque possibile da un’altra entrata, consentendo agli studenti di entrare in aula senza particolari ritardi.
Sui muri della scuola sono state trovate anche stelle di David disegnate con la vernice, ma nessun altro danno strutturale è stato segnalato.
Le forze dell’ordine sono state allertate e stanno indagando per risalire agli autori del gesto.
Un clima di tensione intorno alla scuola
Il liceo Manara è da tempo al centro di polemiche politiche. Dopo l’occupazione studentesca, la Lega aveva chiesto un’ispezione per valutare i danni, stimati dal preside Pietro Pastorello in circa 1.700 euro.
L’attivista Barbara Piccininni, madre di uno studente, ha denunciato il clima di sovraesposizione mediatica che ha reso la scuola un bersaglio:
“L’attacco dimostra come la scuola sia stata messa in pericolo dalla continua sovraesposizione creata da attacchi politici e mediatici.”
Le polemiche hanno raggiunto anche il Parlamento, con un’interrogazione della deputata leghista Simonetta Matone al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
La reazione del collettivo OSA e la mobilitazione
Il collettivo studentesco OSA ha condannato il gesto, definendolo un atto squadrista e annunciando una mobilitazione nelle scuole di Roma:
“Usare stelle di David sui muri per rivendicare questa azione è un’infamia. Tutta la nostra solidarietà agli studenti del Manara.”
La scuola, nel frattempo, ribadisce il suo ruolo di spazio libero e democratico, respingendo ogni strumentalizzazione politica.