La vigilia della sfida di Europa League tra Nizza e Roma è stata segnata da gravi incidenti che hanno portato a una vasta operazione di polizia. Tredici tifosi giallorossi sono stati deferiti al tribunale penale e andranno a processo nell’ambito di una procedura di comparizione immediata.
Secondo quanto riportato da Le Parisien, il pubblico ministero Damien Martinelli ha formulato accuse pesanti: partecipazione a un “gruppo allo scopo di preparare violenza intenzionale contro le persone o danneggiamento di beni, con porto di armi proibite”. Alcuni degli imputati sono ritenuti addirittura “organizzatori” degli scontri.
Fermati oltre cento sostenitori romanisti
Complessivamente, la sera di martedì la polizia francese ha fermato e identificato 102 tifosi italiani, come confermato dal quotidiano Nice Matin. Gli altri 89 arrestati, non coinvolti direttamente nel processo, riceveranno il divieto di accesso al dipartimento delle Alpi Marittime per sei mesi.
Gli scontri sono scoppiati nel cuore di Nizza, tra piazza Massena e il Quai des États-Unis. I gruppi di ultras, alcuni col volto coperto, si erano radunati in punti strategici lasciando a terra armi e protezioni: bastoni, coltelli, martelli, pale, sbarre di ferro, tubi di plastica e perfino giubbotti antiproiettile.
Precedenti di violenza tra tifoserie
Gli agenti sono intervenuti con decisione, anche ricorrendo a spray urticanti, per evitare che le tensioni con i sostenitori francesi degenerassero in scontri frontali. I tifosi romanisti sono stati poi condotti nelle stazioni di polizia del dipartimento.
Non è la prima volta che la città di Roma e il club del Nizza si trovano coinvolti in episodi simili: già nel 2017, in occasione di una trasferta europea all’Olimpico, ultras francesi si erano resi protagonisti di lanci di pietre e petardi contro la polizia italiana, con successivo sequestro di materiale esplosivo.
L’ennesimo episodio di violenza conferma l’allerta massima delle autorità francesi in occasione delle partite ad alto rischio.