Una fiaccolata silenziosa attraverserà via Redipuglia a Fiumicino, domani, martedì 30 settembre, nel luogo in cui ha perso la vita Simona Bortoletto, travolta da un’auto la notte dell’incidente. L’iniziativa, promossa da amici, familiari e dal movimento ‘Donne per la Sicurezza’, rappresenta un appello pubblico per ottenere verità e giustizia. Un momento di solidarietà e memoria, che intende rompere il silenzio attorno a un caso ancora avvolto da interrogativi.
Un investimento dai contorni ancora poco chiari
Simona Bortoletto, 41 anni, è stata investita mentre camminava a piedi con il figlio di otto anni, proprio su via Redipuglia. Alla guida del veicolo, secondo quanto emerso dalle indagini, c’era Cristiano Maggetti, suo amico e collega all’aeroporto di Fiumicino, attualmente indagato per omicidio stradale. L’uomo, residente nella stessa città, è risultato positivo all’alcoltest con valori leggermente superiori alla soglia legale, e verrà ascoltato dai magistrati al termine della prima fase investigativa.
Nonostante l’ipotesi iniziale di un tragico incidente, la magistratura non esclude altre piste, tra cui quella del femminicidio, e potrebbero scattare misure cautelari più gravi, in attesa dei risultati di autopsia e perizie tecniche.
Una relazione mai confermata, ma oggetto d’indagine
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai carabinieri di Ostia, coordinati dalla procura di Civitavecchia, tra Simona e Cristiano ci sarebbe stato un legame sentimentale, mai formalmente dichiarato ma ipotizzato sulla base delle testimonianze e degli elementi raccolti, tra cui i tabulati telefonici e i contenuti degli smartphone.
Determinanti, in questo contesto, anche le dichiarazioni rese dal figlio della vittima, ascoltato in audizione protetta in quanto testimone oculare dell’accaduto. Il bambino avrebbe confermato la presenza a una cena a casa di Maggetti, seguita da una discussione tra i due adulti, al termine della quale la madre si sarebbe allontanata a piedi, proprio insieme a lui, lungo la strada dove poi è avvenuto l’impatto mortale.
Maggetti già denunciato per maltrattamenti
Un ulteriore elemento d’allarme riguarda il passato giudiziario dell’indagato. Maggetti era già sottoposto a braccialetto elettronico in seguito a una denuncia per maltrattamenti sporta dalla ex compagna. Un dettaglio che rafforza le richieste di misure restrittive da parte della procura e alimenta i dubbi sulla reale natura dell’incidente.
Nel veicolo, al momento dell’investimento, si trovava anche la figlia di Maggetti, che potrebbe a sua volta essere ascoltata in modalità protetta dai giudici. I magistrati stanno analizzando tutti i dati disponibili, comprese le immagini di videosorveglianza, per ricostruire con precisione l’accaduto.
La fiaccolata come segno di vicinanza e richiesta di chiarezza
Nel frattempo, la città si prepara a rendere omaggio a Simona con una fiaccolata carica di dolore e significato civile. Il corteo partirà alle ore 20 proprio da via Redipuglia, luogo del tragico evento, per chiedere chiarezza sulle responsabilità e tenere alta l’attenzione sull’inchiesta.
“Contro il buio dell’indifferenza” è il messaggio rilanciato dalla rete cittadina, che non vuole lasciare sola la famiglia della vittima, né permettere che il caso venga archiviato senza risposte concrete. La manifestazione ha l’obiettivo di tenere viva la memoria di Simona e sollecitare una giustizia piena, trasparente e non rinviabile.